“Michelini, detto Vinavil, non si scolla dalla poltrona”

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Attendono compostamente che il sindaco concluda la propria conferenza privata con la stampa. Dopodiché, dopo aver appreso dai giornalisti la volontà di Michelini di non dimettersi, la minoranza passa al contro attacco, esprimendo il proprio dissenso per quanto sta accadendo al Comune di Viterbo da un mese a questa parte.

 

“Questo pomeriggio – afferma il capogruppo di Forza Italia, Claudio Ubertini – si è certificato che la maggioranza non c’è più. Il fatto che Michelini non abbia rassegnato le dimissioni ci sorprende, e non poco. Stando così le cose continuiamo dunque ad essere ostaggio di questa amministrazione, ormai priva della sua maggioranza. A tal proposito, faccio notare che oggi, oltre ai 7 dissidenti del Pd, non era presente nemmeno Filippo Rossi, che su facebook continua a sparare a zero contro l’attuale classe politica, dimenticando però che lui stesso è un consigliere comunale, membro dei Moderati e Riformisti, e che il suo gruppo esprime un assessore in consiglio. La situazione è drammatica. Se i 7 del Pd ci chiamano siamo pertanto pronti ad andare dal notaio”.

 

Sebbene i lavori del Consiglio continuino ad essere fermi, un risultato importante, per la minoranza, è stato in ogni caso raggiunto. “Dopo il 17 dicembre – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Maria Buzzi – siamo oggi tornati in quest’aula dimostrando, per l’ennesima volta, come questa amministrazione non abbia più i numeri. Questo pomeriggio, in aula, i consiglieri di opposizione erano 13 a fronte dei 12 consiglieri di maggioranza presenti; un dato, questo, che deve far riflettere. Volevamo occupare il Consiglio, ma abbiamo capito che non possiamo occupare un qualcosa che, di fatto, è già occupato da un’amministrazione che non c’è. E’ ora pertanto che Michelini dia le dimissioni”.

 

E se Michelini non dovesse accogliere (come pare) l’invito della minoranza, la consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini, ha pronta la soluzione: “Siamo in piena emergenza democratica, in quanto le istituzioni non funzionano da oltre un mese. La soluzione per risolvere il problema? Di appelli ai sette del Pd ne abbiamo già fatti molti, senza però ottenere riscontro. Mi appello pertanto alla storia di questa città e dei suoi abitanti, famosa per aver scoperchiato il tetto del Palazzo dei Papi. Ebbene, forse è arrivato il momento che i viterbesi si ricordino di ciò e, stavolta, scoperchino il tetto di Palazzo dei Priori”.

 

Le accuse al sindaco proseguono a ritmo incessante. Per Sergio Insogna del Gal, non c’è bisogno che il sindaco dia le dimissioni in quanto Michelini, di fatto, è già dimesso di suo.

 

E se il consigliere del M5S, Gianluca De Dominicis, invoca la fine di questo accanimento terapeutico accanimento terapeutico, Vittorio Galati del Gruppo Misto sottolinea l’assenza di senso civico da parte del sindaco, reo di continuare ad essere incollato alla sedia.

 

E proprio tale tema fornisce al consigliere di FondAzione Gianmaria Santucci l’assist per il proprio intervento: “Per Michelini – afferma – il soprannome ideale è ‘Vinavil’. Il sindaco prosegue infatti a dire che vive del suo ma, nel frattempo, continua a percepire 4000 e passa euro al mese per non fare nulla. E’ ormai chiaro che siamo prigionieri di un manipolo di spregiudicati, che continua ad esporsi alle peggiori umiliazioni pur di mantenere la poltrona. A questo punto mi chiedo a cosa serva eleggere il Collegio dei revisori dei conti se la barca continua ad affondare. E inoltre, a cosa serve la riunione del Pd in programma domani a Roma? Ma qualcuno crede realmente che i vertici del Pd conoscano le vicende di Viterbo? Tutti questi discorsi sono inutili. La realtà è che sono 55 giorni che in questo Comune non si fa una pratica. Di cosa stiamo parlando? L’unica cosa dignitosa che questa amministrazione può fare è solo una: andarsene”.

 

Sull’accusa mossagli da Ricci, relativamente al mancato mantenimento del numero legale da parte dell’opposizione, il consigliere di Forza Italia, Giulio Marini, interviene concludendo il giro degli interventi: “Il numero legale che ricorda Ricci riguarda l’esproprio delle cucine dell’ospedale vecchio, non certo il Plus nella sua interezza. Quest’ultimo, infatti, sarebbe andato comunque avanti anche senza l’appoggio del Pd. Dicono di voler convocare il Consiglio in seconda convocazione? Facessero pure; i numeri di questa maggioranza restano comunque imbarazzanti”.

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