Vi.Va. calcio: Gianluca Santucci, il terzino col vizio dell’eurogol

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VIGNANELLO – Ricordate Giacinto Facchetti? In un noto spot degli anni Settanta spiegava – lui che aveva la faccia pulita – di non farsi la barba i due giorni prima di una gara importante per avere un viso più rude.

 

Ecco, a ventidue anni Gianluca Santucci, difensore nato a Roma in forza al Vi.Va. calcio, paga lo scotto di avere la faccia da bravo ragazzo, ma in ogni caso senza bisogno di emulare uno dei più forti terzini della storia del calcio, riesce a farsi rispettare in campo, al punto che gli attaccanti avversari, dopo aver preso le misure, come si dice in gergo “abbassano le penne”. In ogni caso Santucci sarà ricordato più che per una marcatura straordinaria nei confronti di una punta avversaria, per un gol da antologia prodotto nel 3-0 inflitto dalla squadra allenata da Gianni Patrizi al “Comunale” di Vignanello a Nunziata, portiere della Compagnia portuale cv 2005. Roba da far impallidire perfino qualche terzino di categoria superiore…

 

Santucci, lei già immagina la prima domanda: a quando un eurogol come quello dello scorso anno?

 

«Spero il prima possibile anche se ripetersi con un gol di quel tipo sarà dura».

 

Cosa accadde quel giorno? Generalmente un difensore che prova un tiro dalla distanza “spara” il pallone alle stelle. Invece venne fuori il gol dell’anno…

 

«Ancora oggi mi rimane difficile da spiegare. Ricordo che prima di ricevere la palla già avevo in mente di provare quel tiro, ma non potevo di certo immaginare il risultato. È stato uno dei giorni più belli, calcisticamente parlando!»

 

A ventidue anni come si vive il calcio? In maniera spensierata, o con la preoccupazione della partita che verrà?

 

«Per me il calcio è il gioco più bello del mondo, ma rimane pur sempre un gioco e almeno alla mia età va vissuto con spensieratezza, dando sempre il meglio di se».

 

Lo scorso anno, se non sbaglio, lei non partiva nel quartetto titolare della difesa, forse dipendeva dall’età. Oggi i ruoli sono ribaltati, e senza nulla togliere ai compagni di squadra, pare proprio che uno dei ruoli della difesa le sia già stato affidato. Cosa è cambiato durante quest’anno?

 

«Ogni anno che passa si acquisisce esperienza e in queste categorie è una prerogativa fondamentale. Rispetto allo scorso anno ho preso più consapevolezza dei miei mezzi e spero di ripagare la fiducia che mi è stata data».

 

Preferisce giocare sulla fascia o nella zona centrale del campo?

 

«Per me non fa differenza un giocatore di calcio deve saper fare più ruoli, l’importante è giocare, non importa dove».

 

Quanto conta lo spogliatoio per una squadra di calcio, ai livelli del campionato di Promozione?

 

«Il gruppo ha sempre grandissima importanza in tutte le categorie. Avere lo spogliatoio compatto è metà dell’opera per togliersi grandi soddisfazioni, soprattutto in Promozione».

 

Si immagini fra dieci anni: starà ancora correndo dietro a un pallone?

 

«Se il fisico lo permette spero di continuare per molti anni a praticare questo sport, anche se non si può pensare di vivere di solo calcio. Diciamo che me la godo finché dura».

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