“Prova a denunciarmi e non esiterò ad ucciderti”

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – “Quella donna e i suoi figli rischiavano la vita, per questo non abbiamo esitato un solo secondo ad intervenire”. Queste le parole del capo della squadra Mobile di Viterbo, dott. Fabio Zampaglione, nel commentare la brillante operazione messa in atto dai suoi uomini nel tardo pomeriggio di lunedì.

 

La vicenda nasce dalla denuncia effettuata il 18 aprile scorso da una donna di 40 anni nei riguardi di V. L. C., 50enne artigiano di origini siciliane con il quale la quarantenne conviveva.

 

V.L.C.

V.L.C.

 

In quel frangente la donna aveva palesato agli agenti della Polizia di essere continuo oggetto, da circa due anni, di violenze fisiche e psicologiche da parte del suddetto compagno.

 

Minacce e percosse che, a quanto sembra, l’uomo avrebbe posto in essere per pura gelosia nei confronti della donna, al fine di sfiduciare la stessa a intrattenere rapporti con amici e familiari.

 

Ad assistere impotente alle violenze vi era anche una bimba di 8 anni, avuta dalla donna nel suo passato matrimonio. In casa, oltre a lei, viveva anche un ulteriore minore, un bimbo di appena 1 anno nato dall’attuale relazione della 40enne con V.L.C.

 

“Una situazione di puro terrore – commenta Zampaglione – che l’uomo riusciva a mantenere in piedi grazie alle continue minacce di morte rivolte alla compagna, alla quale ricordava, vantandosi, di aver commesso già un omicidio negli anni ’90 e di essere pronto a ripetersi con lei se avesse provato a denunciarlo”.

 

Una volta venuti a conoscenza degli accadimenti gli uomini della Mobile sono così entrati in azione e, dopo aver provveduto ad allontanare la donna e i due minori, sono irrotti all’interno dell’abitazione dell’uomo. A seguito di perquisizioni gli agenti hanno rinvenuto due coltelli di tipologia proibita, di cui uno nascosto dall’uomo in una tasca.

 

I coltelli sequestrati

I coltelli sequestrati

 

“Grazie alla preziosa collaborazione degli assistenti sociali – aggiunge Zampaglione – la donna è stata presa prontamente in cura e condotta presso una struttura specializzata. L’uomo, invece, è stato immediatamente colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Poli (coordinamento indagini ad opera del pm Tucci) ed è stato condotto presso il carcere di Mammagialla, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e di minacce aggravate dall’uso del coltello. Una volta informata dell’arresto dell’uomo, la 40enne è scoppiata in un pianto liberatorio, capendo che da quel momento avrebbe finalmente condotto una nuova vita. Da questa vicenda prendo spunto per invitare tutte le donne vittime di violenze a non avere paura e a denunciare senza esitazione i loro aggressori”.

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