“4 milioni di persone hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali”

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VITERBO – “Sono circa 4 milioni le persone che nel 2014 hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione Guadagni, Mobilità e Indennità di Disoccupazione, ASPI e Mini ASPI). Dato in diminuzione del 14% rispetto al 2013. Quattro milioni, vale a dire e ¼ del totale degli occupati e circa 1/3 dei lavoratori del settore privato.

 

E’ quanto emerge dal IV Rapporto del Servizio Politiche Territoriali e del lavoro della Uil che ha elaborato i dati dei percettori e della spesa degli ammortizzatori sociali, analizzando i Rendiconti e i Rapporti INPS”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti (foto), Segretario Generale della Uil di Viterbo.

 

“Il sistema di protezione sociale rappresentato dagli ammortizzatori sociali – prosegue Turchetti – tra indennità e contributi figurativi è costato 23,9 miliardi di euro, in aumento del 3,6% rispetto al 2013 (825 milioni di euro in più). Il tutto finanziato per 9,3 miliardi di euro dai contributi di lavoratori e aziende e per 14,6 miliardi di euro dalla fiscalità generale”.

 

Per la Cassa Integrazione la spesa è stata di 4,9 miliardi di euro, in diminuzione del 10% rispetto al 2013 (548 milioni di euro); il costo per gli ammortizzatori in deroga (Cassa integrazione e Mobilità in deroga) è stato di 1,7 miliardi di euro in diminuzione del 10,8%; il costo per l’indennità di Mobilità ordinaria è stato di 3,2 miliardi di euro, con un aumento del 15,9% sul 2013 (440 milioni di euro); per ASPI, Mini ASPI e disoccupazione ordinaria, speciale edile e agricola il costo è stato di quasi 14 miliardi di euro, in aumento dell’8,9% rispetto al 2013 ( + 1,1 miliardi di euro).

 

“Con questa analisi – spiega Segretario Confederale UIL, Guglielmo Loy –, vogliamo far emergere, al di la degli slogan e delle fantasmagoriche promesse, su che cosa è andata, concretamente, a incidere la riforma.

 

Deve essere ben chiaro: per noi c’era e c’è ancora tanto da migliorare nel sistema degli ammortizzatori sociali. In particolare, dall’analisi dei dati reali certificati sullo stato degli strumenti di protezione sociale, non ci convince l’aver spostato in maniera radicale la protezione della persona al di fuori del processo produttivo, quando ci sono serie speranze di ripresa dell’azienda. In sostanza consideriamo sbagliata e velleitaria l’idea di caricare solo sulla NASPI (indennità di disoccupazione) il peso di garantire una forma di reddito alle persone.”

 

“Tornando ai dati del Rapporto – sottolinea Loy – nello specifico per la Cassa Integrazione Ordinaria il costo nell’ultimo anno è stato di 1,2 miliardi di euro, in diminuzione del 37,7% rispetto al 2013; per la Cassa Integrazione Straordinaria sono stati spesi 3,6 miliardi di euro, in aumento del 4,1% (141 milioni di euro); per i contratti di solidarietà sono stati spesi 148 milioni di euro, in aumento del 38,3%; per la Cassa Integrazione in Deroga l’ammontare della spesa è stata di 1,2 miliardi di euro, in leggera diminuzione (- 6,3% rispetto all’anno precedente); per la Mobilità in Deroga la spesa è stata di 538 milioni di euro (- 19,5%). Quest’ultimi dati (Cassa e Mobilità in Deroga), hanno risentito del fermo amministrativo e della graduale riduzione della durata massima nell’anno. Per l’ASPI la spesa è stata pari a 9,8 miliardi di euro; per le Indennità di disoccupazione ordinaria agricola e non agricola il costo è stato di 421 milioni di euro; per la Mini ASPI si sono spesi 1,7 miliardi di euro; per i trattamenti speciali agricoli sono stati spesi 1,8 miliardi di euro; per i trattamenti speciali edili il costo è stato di 176 milioni di euro; l’una tantum per i Collaboratori 12 milioni di euro”.

 

Le entrate da contributi da parte dei lavoratori e aziende essi sono state pari a 9,3 miliardi di euro, in aumento dell’1,4% rispetto al 2013 (132 milioni di euro). Le entrate per la Cassa integrazione sono state complessivamente 3,7 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,7% rispetto all’anno precedente; per gli Ammortizzatori in Deroga 25 milioni di euro; per le Indennità di Mobilità 609 milioni di euro (più 5,2%); per l’ASPI e la Disoccupazione ordinaria, speciale edile e agricola 4,9 miliardi di euro in aumento del 3,6%. Infine, se si analizza il dato congiunto delle entrate da contributi da aziende e lavoratori e quello della spesa per gli ammortizzatori sociali il saldo negativo ammonta a 14,6 miliardi di euro coperti con la fiscalità generale.

 

Nello specifico: la Cassa Integrazione Guadagni presenta un saldo negativo, nel 2014, di 1,2 miliardi di euro, in diminuzione del 29,6% (500 milioni di euro) rispetto al 2013. Ma mentre la Cig Ordinaria offre un saldo attivo di 1,5 miliardi di euro, la Cassa Integrazione Straordinaria presenta un saldo negativo di 2,5 miliardi di euro. Per l’ASPI, la Mini ASPI e le indennità di disoccupazione il saldo negativo ammonta, nel 2014, a 9,1 miliardi di euro; per la Mobilità il saldo negativo nell’ultimo anno è di 2,6 miliardi di euro.

 

“L’auspicio – conclude Loy – è che con la prossima legge di stabilità si ponga rimedio ad alcuni errori commessi con la riforma degli ammortizzatori sociali (jobs act) con la finalità di raggiungere un obiettivo condiviso: ammortizzatori sociali più inclusivi, equi e adattabili anche a stagioni in cui la crisi ancora colpisce. Sono quindi, da rivedere sia le nuove norme che escludono centinaia di migliaia di persone dal nuovo sistema delle indennità di disoccupazione sia gli interventi troppo restrittivi sulla Cassa Integrazione”.

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