Acqua pubblica ad oltranza, il Consiglio dice NO

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Il tema dell’acqua pubblica e del “referendum negato” tornano ad essere protagonisti in una seduta di Consiglio comunale che, tra maschere di pinocchio e risse verbali (quasi fisiche) tra consiglieri e membri del Comitato in difesa dell’acqua pubblica, si tramuta per l’ennesima volta in uno spettacolo raccapricciante.

 

La seduta, apertasi con la lettura del parere del ministero dell’Interno sull’ammissibilità del referendum richiesto dal comitato Non ce la beviamo (non attuabile in quanto, secondo quanto esposto, sulla materia sono competenti anche organi superiori come la Regione) è tutta incentrata sull’ordine del giorno presentato dalla consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini.

 

Tramite esso, basandosi sull’esito referendario del 2011 con cui gli italiani manifestarono la volontà di mantenere pubblica la gestione dell’acqua, si chiede al sindaco di promuovere la gestione pubblica del servizio idrico, invitando lo stesso ad opporsi all’ingresso di capitali privati e all’affidamento del servizio agli stessi.

 

Ad esprimere con forza le proprie posizioni sono perlopiù i consiglieri dei gruppi d’opposizione che appoggiano apertamente l’ordine del giorno di Chiara Frontini, ovvero, il M5S, Gal e Fratelli d’Italia.

 

In orbita centrosinistra, di contro, l’unica ad essere aperta alla suddetta proposta è la consigliera del Pd Melissa Mongiardo, mossa dalla volontà di rendere giustizia alla volontà popolare espressa attraverso il referendum del 2011.

 

Il resto del centrosinistra fa invece muro contro un ordine del giorno che, vietando l’ingresso di capitali privati, sbarra di fatto alla strada ad una soluzione alternativa rispetto a quella attualmente vigente.

 

Non mancano, come detto in apertura, i momenti di tensione, controllati a fatica da un presidente del consiglio che, con l’ausilio degli agenti della Polizia locale, espelle dall’aula chi, con maschere, striscioni o interferenze verbali, esprime il proprio dissenso verso le posizioni del centrosinistra.

 

Dopo una breve sospensione, resasi necessaria per riportare la calma in aula, a chiudere un dibattito in verità scarno di spunti è il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, che fa notare ai presenti come, in oltre tre ore di discussioni, nessuno abbia parlato della necessità di mettere in atti azioni concrete affinché l’acqua, bene comune, non venga sprecato.

 

Si giunge così al voto finale, che sancisce definitivamente la bocciatura della proposta presentata da Chiara Frontini e la conseguente possibilità di accogliere il privato all’interno della gestione del servizio idrico.

 

 

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