Blitz contro gli anarchici, un arresto a Soriano

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VITERBO – Dalle prime ore dell’alba è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato contro la Federazione anarchica informale (Fai).

Nell’ambito della vasta operazione “Scripta Manent”, la polizia di Stato con l’ausilio di unità cinofile antiesplosivo, ha sottoposto a perquisizione oltre trenta anarchici e ventinove abitazioni dislocate in Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania, Umbria e nel Lazio. L’operazione ha interessato anche la provincia di Viterbo, nello specifico a Soriano, dove è stato messo a segno anche un arresto.

L’operazione della Polizia di Stato contro gli anarchici della Federazione anarchica informale (Fai) contesta agli arrestati il reato di associazione con finalità di terrorismo.

L’enorme quantità di materiale raccolto nell’ambito del procedimento in carico alla Procura di Torino, in cui sono confluiti, per competenza, anche i fascicoli di indagine delle Procure di Genova, Milano, Perugia, Bologna e Lecce, ha consentito di dimostrare che la FAI è stata costituita per iniziativa di anarchici residenti a Torino, unitamente ad altri dimoranti in varie località del territorio nazionale (Viterbo, Pescara e Roma), che hanno promosso, organizzato e compiuto attentati alla vita ed all’incolumità delle persone attraverso l’utilizzo di armi, l’invio di plichi esplosivi ed incendiari nonché la collocazione di ordigni esplosivi temporizzati, su diverse province del nostro Paese.

L’associazione, come espressamente affermato nel programma criminoso stilato dai “soci fondatori”, ovvero da coloro che l’hanno costituita, si è resa responsabile di quasi 50 azioni di natura terroristico/eversiva in 13 anni di attività, finalizzati a realizzare la “distruzione dello Stato e del capitale” portando l’attacco alle strutture del “dominio” (nel documento “QUATTRO ANNI…….. DICEMBRE 2006” si legge “abbiamo portato avanti 7 campagne rivoluzionarie” e “abbiamo portato a termine almeno 30 attacchi tra esplosivi ed incendiari a cose e/o persone”).

Gli obiettivi privilegiati sono di tipo istituzionale (caserme dei Carabinieri, della Polizia di Stato e del Corpo della Polizia Municipale, istituzioni politiche ed amministrative, giornalisti, strutture aziendali, Università) non disdegnando, però, luoghi pubblici e/o zone residenziali (come nel caso dell’attentato al quartiere Crocetta di Torino).

La complessa ricostruzione indiziaria e probatoria effettuata anche attraverso numerose consulenze di esperti linguistici, di grafica e di balistica, ha consentito di raccogliere idonei elementi indiziari e di prova nei confronti di 15 soggetti ritenuti appartenenti, a vario titolo (promotori, costitutori, organizzatori, partecipi), alla formazione eversiva FAI, anche nella sua evoluzione internazionale”, e del compimento, tra l’altro dei seguenti attentati:

Attentato del 24 ottobre 2005 effettuato mediante un ordigno esplosivo ad alto potenziale (contenente dinamite e dadi metallici), dotato di sistema di attivazione temporizzato, posizionato presso il Parco Ducale di Parma e poi rivendicato dalla compagine denominata “Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)/FAI”;

Attentato del 2 novembre 2005 effettuato mediante invio di un ordigno esplosivo/incendiario al Sindaco pro-tempore di Bologna, Sergio COFFERATI, poi rivendicato dalla compagine denominata “FAI/Coop Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)”;

Attentato effettuato mediante l’invio di plichi esplosivi, recapitati ad inizio luglio 2006, presso la sede torinese della ditta “Coema Edilità”, al Sindaco di Torino, Sergio CHIAMPARINO e al direttore del quotidiano “Torino Cronaca”, Giuseppe FOSSATI, poi rivendicati dalla compagine denominata “RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/ FAI”;

Attentato del 24 maggio 2005 effettuato mediante invio di ordigni esplosivo/incendiari al Presidente dell’ente gestore del Centro di Permanenza Temporanea di Modena (Daniele GIOVANARDI), al Questore pro-tempore di Lecce (Giorgio MANARI) ed al Comando della Polizia Municipale di Torino sito in via Saluzzo 26, rivendicati dalla “cellula” denominata “Narodnaja Volja – FAI”;

Attentato del 7 maggio 2012, commesso, a Genova, con l’utilizzo di un’arma da sparo ai danni dell’ing. ADINOLFI Roberto, amministratore delegato della Ansaldo Nucleare, rivendicati dalla “cellula” denominata “Nucleo Olga/ FAI -FRI”;

Attentato del 2 giugno 2006 effettuato mediante due ordigniesplosivi ad alto potenziale dotati di sistemi di attivazione temporizzati posizionati nei pressi della Scuola Allievi Carabinieri di Fossano (CN) e poi rivendicati dalla compagine denominata “RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/ FAI”;

Attentato del 5 marzo 2007 effettuato mediante tre ordigni esplosivi ad alto potenziale dotati di sistemi di attivazione temporizzati collocati presso la zona pedonale del quartiere “Crocetta” di Torino e poi rivendicati dalla compagine denominata “RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/ FAI”;

Gli ultimi due episodi citati, per i quali sono stati individuati anche i diretti responsabili, le modalità operative – esplosione a distanza di alcuni minuti di diversi ordigni (duplice nel primo caso e addirittura triplice nel secondo) – evidenziavano il chiaro intento di recare pregiudizio all’incolumità pubblica con il preciso obiettivo di uccidere le Forze dell’Ordine, il personale sanitario, i vigili del fuoco e i cittadini eventualmente intervenuti sul posto a seguito della prima deflagrazione, che, nell’occasione, solo per puro caso non sono rimasti coinvolti.

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