Caccia al Cinghiale iniziano i compiti degli ATC

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VITERBO – “Con L’emanazione del Disciplinare per la gestione della caccia alla specie cinghiale da parte della Regione Lazio con decreto del Presidente Zingaretti , siamo entrati nella prima fase organizzativa di una materia che veniva trattata da anni dalle Provincie le quali, chi più e chi meno, avevano dato modelli di gestione diversificata a questa caccia organizzata.

Il lavoro fatto dalla Regione per tramite dell’Assessorato competente per raggiungere tale risultato è stato un vero monumento di alta democrazia.

L’argomento è stato trattato in prima fase, attraverso il Comitato Faunistico Regionale dove i rappresentanti dello stesso organismo, visti i tempi per la definizione e le modalità proposte dall’Assessore Hausman hanno manifestato molte perplessità, la bozza del disciplinare poi ha attraversato le assemblee dei capi squadra di caccia al cinghiale di tutte le provincie del Lazio, con una presenza da stadio, dove i dirigenti e funzionari della regione hanno ascoltato esperienze, critiche ,storie di chi da anni ha praticato questa caccia ,in ultimo è ritornata in Comitato Faunistico Regionale per la fase finale dove si sono riscontrate positive reazioni al documento nel suo complesso.

Il lavoro ha raccolto il massimo delle esperienze significative di ogni realtà territoriale al fine di porre in essere quello che di meglio era stato fatto prima e per rendere il tutto funzionale nell’intero territorio laziale.

Ma fino in ultimo i conservatori del passato hanno provato ad ostacolare il nuovo che obbligatoriamente doveva essere fatto ,otto atc del Lazio infatti hanno inviato una lettera all’Assessore per chiedergli il rinvio del disciplinare,prima di andare in Comitato Faunistico Venatorio Regionale, proponendo di cacciare con le vecchie regole in barba alle norme che avevano passato le competenze delle Provincie alla Regione ,mettendo in serio pericolo la stagione venatoria a questa specie.

Due ATC non hanno firmato sostenendo con tale gesto la causa del nuovo.

La tenacia della Regione e del suo Assessore, farsi intimorire da tali pressioni e non solo, ha consentito di portare a termine il lavoro con l’emanazione del disciplinare.

Questa premessa era necessaria per entrare nell’argomento e far capire a tutti i giocatori in campo come le cose sono andate veramente .Oggi a distanza di pochi giorni dalla presentazione delle domande o alle integrazione delle stesse per l’iscrizione delle squadre al registro di caccia al cinghiale entrano in gioco finalmente i nostri ATC che dovranno porre in essere elementi importanti del disciplinare per la gestione di questa particolare caccia organizzata.

Uno tra questi sono i Distretti di gestione, già presenti nei due ATC Viterbesi ma realizzati in tempi passati e senza la presenza delle nuove peculiarità che presenta oggi questa caccia organizzata, visto anche il continuo aumentare dei danni che tali selvatici provocano alle colture ed all’economia agricola della nostra provincia e nell’intera nazione ,che per le sue caratteristiche sta diventando un caso nazionale.

Per tali ragioni ritengo utile consigliare ai due Presidenti degli ATC della nostra provincia di coinvolgere immediatamente in assemblea unica tutti i capi caccia di squadre al cinghiale sulla questione Distretti di Gestione per comprendere insieme se necessitano di rivisitazioni se dovranno essere ampliati, riducendoli di numero o diminuiti, aumentandone il numero ponendo in essere tutti quegli elementi di innovazione che possano permettere una gestione sana e salda di questa particolare caccia.

Lo chiedo perché l’ottimo risultato ottenuto dalla Regione con il disciplinare, raggiunto con largo consenso attraverso l’ascolto dei principali protagonisti cioè i cacciatori, possa essere raggiunto anche su questo importate momento operativo dagli ATC in quanto vedere esclusi cacciatori e squadre nonostante la loro esperienza sul campo e sul territorio, potrebbe portare a sciagurate scelte che impatterebbero solo su di essi magari vedendosi applicare decisioni difformi tra ATC .

Per tanto chiedo ai Presidenti degli ATC della nostra provincia uno sforzo per unire le loro idee ,chiedo ai colleghi Presidenti di delle Associazioni Venatorie Provinciali di porre in essere tutte le pressioni possibili affinchè avvenga ciò, per dimostrare che le nostre differenze di fondo sulla caccia non metterebbero mai in difficoltà il personaggio principale di questa passione il cacciatore”.

Dott. Luigi Casarin
Presidente Arci Caccia provinciale

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