“Il Comune ceda ai Facchini la gestione di ogni aspetto del trasporto”

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VITERBO – “A ridosso del Settembre Viterbese come ogni anno la Città si mette in ghingheri. Ci si prepara a rendere gloria a Rosina nel migliore dei modi, un impegno che solo un Viterbese può comprendere. È questione di Fede, Volontà e Forza. Da sempre.

Accanto all’insostituibile e meritorio impegno della Chiesa Cattolica nel ruolo di custode del corpo della Santa e della sua memoria storico-religiosa, c’è solo un ‘corpus’ laico che, attraverso varie forme ed in misura nettamente maggiore rispetto ai governi che si sono succeduti, ha garantito nei secoli quella continuità di spirito necessaria a conservare intatta fino ai nostri giorni la magia mozzafiato che ha incantato cittadini, papi, regnanti e uomini di cultura d’ogni tempo: quel gruppo di ‘portatori’ della Macchina che dal 1978 ha preso il nome di Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

Sono anni che la società civile dibatte sul perfezionamento del ruolo che esso potrebbe assumere la sera del Trasporto. Specularmente, è necessario che ogni aspetto logistico e organizzativo relativo a tutto il periodo dei festeggiamenti, trovi definitiva risposta nel rispetto dei ruoli e delle capacità.

Come sempre accade, la soluzione migliore è quella che si ha sotto gli occhi, ma che si evita accuratamente di prendere in considerazione. Ragioni non comprensibili alla Cittadinanza (ma evidentemente ben chiare alla politica) impediscono di arrivare a fare il passo definitivo per cedere al Sodalizio ogni aspetto relativo al Trasporto della Macchina di Santa Rosa e tecnicamente questo lo consideriamo un errore: davvero il Comune ritiene di avere la capacità gestionale – e l’evidenza dei fatti ci suggerisce che non è così, vedasi le ultime installazioni pubblicitarie sulle tribune – o, piuttosto, l’intento continua ad essere quello di logiche spartitorie che sull’argomento Santa Rosa non dovrebbero proprio esistere? Si parla ormai da qualche anno della costituzione di una Fondazione e l’Unione della Tuscia non può che sostenere questa idea. Il punto è stabilire chi tra Comune e Sodalizio debba dare le carte nella Fondazione e cioè se l’azionista di maggioranza (esempio orrendo ma che rende l’idea) debba essere l’uno o l’altro: noi propendiamo per l’ipotesi Sodalizio, senza se e senza ma. Così come nei doveri del Comune e delle altre Istituzioni dovrebbero restare i compiti più alti ed esclusivi che spettano alla politica: il coordinamento per la sicurezza e l’ordine pubblico così come una seria, programmata e continuativa promozione dell’evento, al fine di massimizzare per tutta la Città ogni beneficio derivante dall’elevato numero di presenze durante tutto l’anno e non soltanto i giorni antecedenti e successivi al Trasporto”.

Unione della Tuscia – L’Esecutivo Politico

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