Fido, come combattere la pipì in casa

0

VITERBO – Se avete un cane che fa pipì in casa, allora saprete già certamente di quale incubo stiamo parlando. Questo è uno dei problemi più comuni e senza dubbio quello per cui più spesso mi si richiede rapida soluzione, così ho pensato che sarebbe stata certamente una buona idea quella di mettere insieme un quadro completo della situazione e spiegare cosa si può fare per superarlo.

 

In primo luogo il problema può riguardare indistintamente qualsiasi cane, sia che si tratti di un cucciolo appena arrivato o di un cane adulto che torna dopo tanto tempo a fare pipì in casa di nuovo.

 

Questo può avere diverse cause scatenanti, come ad esempio la pipì sottomessa dopo essere stato rimproverato, l’incontinenza (specie se possedete un cane anziano) e non ultima la mera marcatura territoriale.

 

La soluzione del problema può variare a seconda della causa, ma il filo che le unisce tutte è indubbiamente un sacco di santa pazienza e perseveranza.

 

La prima cosa che dovete subito escludere è se il vostro cane abbia una condizione patologica che sta causando il fare pipì in casa (o in altri luoghi inadeguati).

 

Problemi di salute possono scaturire da infezioni alla vescica, incontinenza, un semplice mal di stomaco o cambiamenti repentini nella dieta.

 

Quindi è importante far controllare il vostro cane dal veterinario per assicurarvi che non ci sia un problema di fondo che sta causando il comportamento indesiderato.

 

La prima possibilità da valutare in questi casi, una volta esclusa quella sanitaria è la marcatura territoriale. Anche se non così comune (nella mia esperienza) è pur sempre una possibilità; se a causa di una cattiva gestione sin da cucciolo, il vostro cane possiede un carattere altamente dominante, vedrà, di conseguenza, tutti i componenti della famiglia come suoi sottoposti nel branco e non risulterà difficile che esso si erga a leader dominante, marcando di conseguenza l’intero territorio per evitare ingerenze da parte di altri capobranco.

 

Egli potrà impegnarsi in questo comportamento ogni qual volta percepisca una benchè minima minaccia per la sua posizione dominante; a scaturirlo potrebbe essere qualsiasi cosa, da un visitatore inaspettato ad un nuovo pezzo di arredamento appena posizionato.

 

In questo caso, l’eliminazione del problema, potrebbe prendere strade irte di difficoltà, in quanto il riconoscimento forzoso di un capobranco, richiede molta determinazione ed esperienza, unite ad un lavoro lungo e meticoloso.

 

Talvolta solo un corso di addestramento eseguito da personale altamente specializzato, può mettere fine al fenomeno della marcatura territoriale.

 

Ma ora soffermiamoci sul problema più comune: i cuccioli.

 

Essi sono notoriamente e naturalmente propensi a fare la pipì in casa. Ciò è dovuto logicamente ed esclusivamente al fatto che la loro giovinezza non gli ha dato ancora il tempo di imparare i luoghi ed i tempi. Bisogna altresì valutare il fatto che essi possiedono una vescica molto piccola che si satura in tempi relativamente brevi, costringendoli a fare pipì fino a tre volte l’ora e innumerevoli volte nel corso della giornata; per questi motivi o si dedica loro una scrupolosa attenzione o il cucciolo vedrà il pavimento della casa come unica alternativa!

 

La tecnica più rapida ed efficace rimane sempre quindi quella di precedere l’atto. Quando vedrete il vostro cane girare su se stesso, annusare insolitamente il terreno o anche solo piegare la zampa posteriore per fare pipì, sarà necessario farlo trasalire (di solito un rapido battito di mani sarà sufficiente e poco spaventoso) per ottenere la sua attenzione e fermarlo in tempo.

 

Avrete quindi bisogno di portarlo fuori in fretta e aspettare con lui fino a quando non inizierà spontaneamente a fare pipì nella zona da lui ritenuta più opportuna.

 

Dopo di ciò, sarà sempre necessario lodarlo e premiarlo, così che impari ad associare pipì all’aperto con la vostra approvazione.

 

Se non riuscirete a fermarlo in tempo, nessun problema, anche in questo caso avrete bisogno di ottenere rapidamente la sua attenzione con un battito delle mani forte abbastanza da dissuaderlo dal continuare, in modo tale da avere il tempo di portarlo fuori, dove avrà termine la sua pipì. Dopo questo, avrete bisogno di lodarlo ancora una volta. Per merito della vostra lode e dell’approvazione positiva, imparerà presto quale area dovrà destinare alla sua imprescindibile pipì. Se si esegue questa operazione da 3 a 4 volte al giorno, si dovrebbe cominciare a vedere un cambiamento costante nel suo comportamento anche a partire dalla prima settimana di permanenza in casa.

 

Nel corso degli anni ho imparato diversi suggerimenti da dispensare per scoraggiare il cane a fare pipì in casa, ma poco o nulla si può fare per togliere definitivamente l’odore di urina. Il cane ha un acuto senso dell’olfatto che va al di là di detersivi e dissuasori, quando la sua urina ha contaminato una determinata area, esso sarà sempre poi tentato di rimarcare quel determinato territorio ritenuto suo a prescindere, quindi, anche se voi non avvertite più l’odore, c’è ancora una buona probabilità che esso possa ancora fortemente avvertirlo.

 

Quindi, per assicurarsi di fare del vostro meglio per risolvere il problema è necessario utilizzare un prodotto specifico piuttosto che prodotti a base di cloro o ammoniaca.

 

Pulitori enzimatici dovrebbero sradicare il profumo del tutto, mentre quelli appunto a base di ammoniaca potrebbero ancora favorire l’odore di urina del vostro cane.

 

Leonardo De Angeli

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.