“Guerra ai cinghiali, alle volpi, ai piccioni, ai daini e ai cervi, ma chi armerà gli animali?”

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VITERBO – “Dopo anni e anni di continui ripopolamenti sconsiderati, effettuati con l’unico scopo di approvvigionare voti e riverenze dalle tribù dei cacciatori, effettuate nella più totale ignoranza di effettive e riscontrabili programmazioni future, oggi, si corre ai ripari nel modo più irresponsabile e barbarico che l’umanità abbia mai avuto modo di subire: l’abbattimento selvaggio.

 

Vorrei fare un appello ai sindaci delle piccole comunità e paesini della Tuscia, affinchè non incrementino distrattamente in modo esasperato l’anagrafe dei propri comuni; visto mai che, alla luce di quanto sta accadendo, dalle alte sfere non parta l’ordine di abbattimento selvaggio anche per gli abitanti non graditi in esubero?

 

Mi si consenta lo scherzo, ma credo sia giunto il momento di porre un limite alle crisi di divinità di cui cadono troppo spesso vittime le nostre istituzioni.

 

Giornalmente siamo tormentati dalle nefaste conseguenze delle opere contro natura perpetrate ai danni dell’umanità, disboscamenti sconsiderati che poi danno luogo a frane e smottamenti, deviazioni pazzesche ai letti dei fiumi che poi allagano provocando vittime, perforazioni impossibili che poi provocano terremoti e non ultimo anche, a mio avviso, lo storpiamento anomalo della fauna a dir poco devastante, messo in atto in questi giorni dai nostri politici.

 

Voglio augurarmi che detti personaggi, siano al corrente che in materia di ecosistema è solo lo Stato che può legiferare (art. 117 della Costituzione) e che non prenda il sopravvento l’ipocrita volontà e necessità di tutelare gli agricoltori in barba ad un mai effettuato reale censimento credibile ed effettivo, sia dei cinghiali che dei piccioni, volpi etc.

 

Da animalista “esagerato” (come mi si definisce) , non vorrei che, come al solito, questa forma di esasperata repressione di un patrimonio che, mi preme ricordare appartiene all’umanità tutta e non al politico di grido, finisse per risultare solo titolo di regalia politica ad allevatori e cacciatori, che vorrei ancora rammentare, rappresentano circa il 3% dell’intera comunità. Dichiaro pertanto, come gia’ fatto in passato, che cercherò di essere nemico implacabile di tutti coloro che vorranno dare un seguito a questa disgustosa ed innaturale procedura e che unirò la mia voce a quella di tutti coloro che la perseguono sino al più alto grado di giudizio, perchè…… ai vicini di casa ci pensano di sovente i Servizi Sociali, ma a tutelare gli animali, tocca sempre e solo a chi alla politica antepone la natura”.

 

Leonardo De Angeli (foto)

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