Monarchia o Repubblica? 70 anni fa la Tuscia votò così…

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VITERBO – “Esattamente 70 anni fa tutti i nostri nonni erano chiamati per la prima volta, su base nazionale, ad esprimere elettoralmente il proprio parere. Se il voto alle donne era stato riconosciuto dal governo Bonomi (decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 2 febbraio 1945) e con le tornate elettorali amministrative di marzo-aprile 1946 queste avevano già partecipato al voto.

 

Bisognerà attendere il 2 giugno dello stesso anno affinché tutto il popolo italiano possa esercitare indistintamente quel tanto atteso diritto di voto. L’occasione non era di poco conto: in un solo giorno si sceglieva la forma istituzionale dello Stato e si eleggeva l’Assemblea Costituente.

 

Il Paese era ancora devastato e diviso dalla guerra ed il confronto politico fu accesissimo. Non mancarono in nessuna parte d’Italia incidenti ma la voglia di libertà e partecipazione portò ad un’affluenza al voto altissima.

 

I votanti furono quasi 25 milioni (24.946.878), pari all’89,08%. I voti validi 23.437.143, di questi 12.718.641 (pari al 54,27%) si espressero a favore della Repubblica, 10.718.502 (pari al 45,73%) a favore della Monarchia.

 

Ma quali furono i risultati del Referendum nella nostra provincia?

 

I votanti furono 143.277 pari al 92,87% degli aventi diritto (+3.79% rispetto la media nazionale). I voti validi furono 135.932 e di questi 74.888, pari al 55,09%, si espressero a favore della Repubblica ed i restanti 61.044 (44,91%) a favore della Monarchia.

 

Un dato, dunque, di poco superiore alla media nazionale (+ 0.96%) ma in controtendenza rispetto al risultato regionale, dove prevalse la Monarchia con il 51,01%.

 

Analizzando dettagliatamente i risultati, i paesi in cui prevalse la Monarchia furono soltanto 17 su 50 (Barbarano Romano, Bassano di Sutri – oggi Bassano Romano – Bieda – oggi Blera – Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S. Elia, Gradoli, Grotte di Castro, Monteromano, Ronciglione, S. Giovanni di Bieda – oggi Villa S. Giovanni in Tuscia – S. Lorenzo Nuovo, Sutri, Tessennano, Veiano, Vetralla, Vitorchiano). Blera fu il centro dove la Repubblica, con il 13,4%, toccò il suo minimo provinciale, agli antipodi con Celleno dove
con il 74,94% toccò il picco (staccando di qualche decimale Orte con il 74,36%).

 

Proprio a Celleno il giorno delle elezioni, nelle vicinanze del seggio, venne ucciso da un colpo di pistola il segretario della locale sezione del PCI. A seguito del fatto si verificarono dei disordini, precursori dei fatti del 14 luglio 1948, ma l’omicidio venne poi archiviato come incidente.

 

Abbastanza singolare fu il caso di Monterosi dove si verificò quasi un pareggio tra i Repubblicani e i Monarchici (che prevalsero per soli 4 voti). Per quanto riguarda il capoluogo i Repubblicani con 12.174 voti, pari al 56.06%, prevalsero sui Monarchici fermi a 9.539 voti.

 

Relativamente alle elezioni dell’ Assemblea Costituente il PCI prevalse in 12 comuni: Acquapendente, Canino, Castiglione in Teverina, Civita Castellana, Farnese, Lubriano, Nepi, Montalto di Castro, Proceno, Soriano nel Cimino, Tarquinia e Vignanello. Il PSIUP in 8: Bassano in Teverina, Bomarzo, Calcata, Celleno, Cellere, Civitella d’Agliano, Graffignano e Orte. Il PRI in 3: Corchiano, Faleria e Gallese. Singolare affermazione trovò la Lista dell’ Uomo Qualunque a Carbognano e della Lista 16 – blocco della libertà a Barbarano Romano. Nei restanti 36 comuni si affermò la DC: Arlena di Castro, Bagnoregio, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Canepina, Canino, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Castel Sant’Elia, Fabrica di Roma, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Marta, Monte Romano, Montefiascone, Monterosi, Onano, Oriolo Romano, Piansano, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Sutri, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Villa S. Giovanni in Tuscia, Viterbo e Vitorchiano.

 

Essendo il voto basato su un sistema proporzionale, quello che alla fine ebbe peso decisivo fu il seguente risultato provinciale: DC con il 36,19% seguita dal PCI con il 18,97%, PRI con un risultato clamoroso rispetto a quelli che seguiranno di lì a poco 14,48%, PSIUP al 13,89%, UQ al 5,32% e Blocco Nazionale della Libertà al 3,13%.

 

Ma il capitolo non si chiudeva il 2 giugno. La valutazione dei ricorsi da parte della Corte di Cassazione terminò il 18 giugno 1946 e venne proclamata in modo ufficiale la nascita della Repubblica Italiana.
Giuseppe Garibaldi, che proprio 70 anni prima (7 maggio 1876) aveva visitato Viterbo, poteva
riposare in pace”.

 

Marco Taschini

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