La vitale importanza dei cani guida per non vedenti

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VITERBO – Negli ultimi tempi mi sono espresso più volte a sostegno della possibilità che ci viene concessa, grazie alle vigenti leggi, di poter avere al nostro fianco il cane anche nei ristoranti, mezzi di locomozione, alberghi etc.

 

Oggi, in particolare, vorrei porre la vostra attenzione su ciò che non riguarda puramente la sola sfera affettiva, ma va a ledere quella che è una vitale necessità che troppo spesso viene calpestata da preconcetti e paure degne dell’età della pietra: l’accesso indiscusso ai cani guida in ogni luogo. Per esprimere meglio il concetto e rendere più palpabile il disagio che provoca chi nega un diritto sacrosanto, ho voluto cedere la penna ad una cara amica nonché profondamente esperta in materia, la Dott.ssa Elena Dominici che pochi giorni fa, ha presieduto la presentazione del libro “ Guide a quattro zampe”:

 

Caro Leonardo sono qui a scriverti per raccontarti la storia di un angelo biondo…era il 13 novembre 2006 in quei giorni antecedenti a questa data la mia mente, il mio cuore e la mia anima erano in subbuglio sapevo che la mia vita stava per cambiare, ero consapevole che quella famosa data per me avrebbe segnato un nuovo inizio della mia piccola esistenza.

 

La vita per un cieco non è quasi mai facile è piena di ostacoli insidie pregiudizi e barriere…avevo deciso di non affrontala più da sola ma di avere accanto qualcuno che mi potesse accompagnare in questo difficile cammino che è la vita e quale compagnia migliore se non di un angelo, e partii quindi alla volta di Scandicci presso la scuola nazionale cani guida per ciechi. Eravamo in tanti a fare il mio stesso percorso eravamo in tanti a volersi aggrappare alle ali di un angelo per poter volare. Solo il giorno successivo al mio arrivo lo conobbi. Era snello, slanciato aveva zampe lunghe e petto signorile il passo era deciso ma altrettanto insicuro però aveva l’anima inquieta e lo sguardo dubbioso. Non capiva bene cosa stesse succedendo aveva, lo sguardo rivolto ad ogni passo al suo addestratore, quello sguardo interrogativo presto fu smarrito e anche un po’ triste direi perché aveva compreso che da quel giorno la sua vita sarebbe cambiata. Iniziammo il nostro percorso tra gioie e dolori, risate e momenti difficili, iniziammo insomma l’approccio reciproco della nostra conoscenza.

 

Iniziavo a pensare che forse la mia vita poteva essere resa più facile da quello che poi sarebbe diventato il mio cane guida Max, questo era il suo nome splendido labrador retriever con il manto colore del grano, orecchie pendule morbide come il velluto, il tartufo nero come il caffè e quegli occhi…quegli occhi scuri, profondi come una serena notte stellata d’estate, dicono fossero umani…ma non era così, era molto di più perché l’uomo dietro il suo sguardo più umano che ha può nascondere qualsiasi nefandezza, quelli di un cane no!! Questi splendidi animali sono addestrati per vivere insieme al cieco.

 

Il loro lavoro è quello di sostituirsi a quello degli occhi e quindi ad evitare tecnicamente ostacoli mobili e immobili che la coppia può incontrare su un percorso. Max è stato il primo cane guida e anche l’unico che ha calcato le strade di questa città e anche della provincia. La legge del 14 Febbraio 1974 riconosce l’accesso del cane guida in ogni luogo o mezzo di trasporto pubblico che il cieco utilizza o frequenta, ovvero non deve essere negato l’accesso della coppia in alcun modo e maniera da dove vogliono andare. Vietare l’accesso o l’utilizzo dei mezzi di trasporto a un cane guida solo perché cane ignorando le sue mansioni è come vietarlo al cieco stesso in quanto persona. Ancora si stanno facendo e si faranno infinite battaglie per la lotta ai diritti del cieco e del suo cane guida difatti è inutile eliminare le cosiddette barriere architettoniche e poi non si riesce a sradicare le BARRIERE MENTALI!! Il cane guida non è solamente un assistente alla mobilità di un cieco, esso lo delfinerei il custode del nostro intero essere con questo angelo biondo al mio fianco ho potuto riempire non solo i momenti ludici delle mie passeggiate ma, la sua presenza è stata per me vitale, mi sono appoggiata a lui in tutto e per tutto; lui ha raccolto i miei risi, i miei momenti di rabbia, i miei momenti di apatia, ha risanato le ferite che avevo dentro, ha raccolto spesso e volentieri le mie lacrime ed è stato fino alla fine dei suoi giorni purtroppo ormai giunti da tempo il mio faro nel buio. Il nostro rapporto è andato oltre l’inimmaginabile, è stato così viscerale che quando è giunto il momento in cui ci siamo dovuti separare forzatamente una parte del mio cuore si è spento con lui. Chiudendo queste mie parole vorrei ringraziare ancora quanti hanno partecipato allo scorso evento del 26 di febbraio alla sala della provincia ove si è svolta la presentazione del social book “GUIDE A QUATTRO ZAMPE” di Luisa Bartolucci nella speranza di raccogliere quanti più fondi possibili per aiutare “LA SCUOLA TRIVENETA CANI GUIDA DI SELVAZZANO” per ordinare il volume cartaceo inviare un email a stampa.voci@uiciechi.it chiamare la sezione provinciale di Viterbo dell’ Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus al n° 0761 223204

 

Leonardo De Angeli

 

Dott.ssa Elena Dominici
Presidente provinciale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus sez. provinciale di Viterbo 

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