Limite di velocità a 30 km/h, l’ennesimo colpo di genio di un’amministrazione evanescente e scanzonata

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – A una settimana dalla firma dell’ordinanza che intima agli automibilisti di guidare alla “velocità” di 30 km orari in alcune vie della città (causa carreggiata dissestata) non si placano le polemiche nei riguardi dell’amministrazione comunale.

 

Il colpo di genio con cui Palazzo dei Priori ha pensato bene di risolvere uno dei problemi simbolo della città dei papi non ha infatti provocato altro che indignazione negli animi dei viterbesi.

 

Un’indignazione, quella provata dai cittadini, mista a un senso di impotenza, generato dalla scandalosa indifferenza palesata anche in altri ambiti da chi, anziché adoperarsi per risolvere i problemi della città continua a chiudere gli occhi e, nella migliore delle ipotesi, mettendo una pezza su questioni che meriterebbero di essere invece affrontate seriamente

 

Vivo interesse continua ad essere di contro riversato in questioni vane, aleatorie, prive di qualsivoglia riscontro pratico.

 

In sede di bilancio l’assessore Ciambella ha più volte sottolineato come l’amministrazione Michelini si sia fortemente impegnata per il rilancio turistico e culturale della città. Ma come si può pensare di promuovere le bellezze della città se la gestione ordinaria dei servizi viene puntualmente trascurata? Forse piazzando qua e là per il calendario una mostra o un evento culturale?

 

Ma soprattutto, come si può pensare di far colpo sui turisti se ad essi viene presentata una città che si presenta in condizioni pietose, con strade squarciate su cui è più facile cadere che stare in piedi?

 

e ancora, come si può pensare di fare di una buona azione amministrativa se nel momento in cui uno delle problematiche maggiormente sentita dalla cittadinanza viene costantemente elusa?

 

Per anni si è detto che per la manutenzione delle strade non vi era disponibilità economica. Prima il patto di stabilità, poi il taglio di contributi da parte del Governo, ha infatti sempre fornito, alle amministrazioni che si sono succedute, un assist perfetto per non muovere un dito.

 

Un disinteresse, questo, protrattosi negli anni senza che nessun amministratore mostrasse la benché minima vergogna per le condizioni delle vie cittadine, sino a giungere all’installazione (quella si vergognosa), di quelle orripilanti transenne agghindate con la stampa dell’ordinanza comunale e con la stampa del cartello stradale intimante il limite di velocità a 30 km/h, unito a quello di strada deformata.

 

Un provvedimento da terzo mondo, se non da paese colpito da una devastante calamità naturale.

 

Un provvedimento tramite cui l’amministrazione comunale pensava probabilmente di gettare fumo negli occhi dei viterbesi, facendo notare loro come il Comune, non potendo intervenire nell’immediato, ha inteso agire tramite una misura cautelativa, tesa salvaguardare l’incolumità di auto e persone.

 

Ma quando poi gli elettori (che sfortunatamente per i nostri politici non hanno più l’ingenuità di 20 anni fa) vengono a conoscenza del fatto che gran parte delle risorse a disposizione del Comune vengono impiegati per iniziative spot di promozione turistica o per eventi pseudo culturali di dubbia caratura, ecco che negli stessi scatta, in maniera automatica, la consapevolezza che in questa città la soddisfazione di pochi conta più del benessere del comunità.

 

E questo, cari amministratori, è il più grande autogol che chiunque ambisca a dirigere in maniera duratura una città possa siglare.

 

Meno voli pindarici, più concretezza e piedi per terra; ovviamente, buche permettendo…

 

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