Meningite, accertato un caso a Belcolle

0

 

VITERBO – Martedì 11 ottobre, presso l’unità operativa di Pediatria di Belcolle è stata ricoverata, in un ambiente protetto e isolato, una bambina di due anni proveniente dal Centro di accoglienza straordinaria per rifugiati e richiedenti asilo di Viterbo, a cui è stata diagnosticata una meningite da meningococco.

Le condizioni di salute della piccola paziente sono attualmente critiche ma in lento miglioramento. Sono in corso le terapie indicate per questa specifica patologia.

L’accertamento del caso è avvenuto all’interno delle procedure previste dal cordone sanitario di prima accoglienza per i migranti, concordato con la Prefettura di Viterbo e istituito presso la Asl con delibera 1141 dello scorso 20 settembre.

La rete prevede una prima accoglienza dei migranti in arrivo presso la provincia di Viterbo nel centro di Orte, dove un infermiere esperto di triage effettua una valutazione delle condizioni generali di salute, al fine di intercettare eventuali patologie, e, nel caso, di inviare il migrante in ospedale o presso gli ambulatori competenti per gli appositi controlli. Gli operatori della Asl, inoltre, effettuano un secondo screening, erogano le vaccinazioni previste per legge entro le 48 ore dall’arrivo del migrante e monitorano periodicamente il suo stato di salute.

Il corretto funzionamento del cordone sanitario ha consentito di riscontrare e di prendere in carico in tempo reale il caso di meningite.

Al fine di evitare inutili allarmismi tra la popolazione, è doveroso mettere in evidenza che la meningite meningococcica è una patologia temibile ma rara. I casi secondari non sono frequenti, in quanto la trasmissione avviene esclusivamente per contatto diretto e ripetuto nel tempo con il soggetto affetto, tramite goccioline nasali e faringee. Nel 2014, ultimo anno con dati consolidati forniti dall’Istituto superiore di sanità, i casi segnalati per meningite da meningococco sono stati 163 in tutta Italia.

Come previsto dalle disposizioni ministeriali, a titolo meramente precauzionale, si è proceduto con la somministrazione della chemioprofilassi ai cosiddetti “contatti stretti” (ad esempio ai conviventi e a tutti coloro che sono stati esposti direttamente alle secrezioni della paziente), gli unici per i quali è consigliato il trattamento farmacologico.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.