Rilancio del centro storico: parole tante, fatti zero

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VITERBO – Niente di nuovo sul fronte centro storico, almeno nella Sala d’Ercole di Palazzo dei Priori, luogo in cui martedì mattina si è svolto l’ennesimo e probabilmente inutile Consiglio comunale straordinario dedicato al cuore della città di Viterbo.

Un’inutilità, quella da noi presunta, che affonda le proprie radici nei precedenti e inconcludenti consigli dedicati al medesimo tema dai quali, oltre a tante belle e ridondanti parole, non è mai scaturita alcun tipo di azione conseguente.

Il Consiglio inizia con un minuto di silenzio per le vittime del terremoto e con la proposta, lanciata dal consigliere Paolo Moricoli (Mo.Ri.), di devolvere il gettone di presenza in favore dei terremotati di Accumoli (per Amitrice è già in programma un’altra iniziativa targata Consulta del Volontariato). L’idea viene ovviamente accolta dall’intero Consiglio e arricchita dalla proposta del presidente del Consiglio comunale Marco Ciorba di pubblicare sul sito del Comune l’Iban, in modo da facilitare ancor più i viterbesi nelle donazioni di denaro.

Dopo aver ricordato Gianfranco Graziotti, ex amministratore comunale della giunta Meroi, la seduta prende vita con l’intervento del consigliere di FondAzione Gianmaria Santucci, che espone le ragioni per cui si è giunti alla convocazione di un Consiglio sul centro storico.

“Abbiamo chiesto un nuovo Consiglio straordinario sul centro storico partendo da una delibera in cui era stato condiviso un cronoprogramma ben preciso relativo a degli interventi da attuare nel centro; interventi che, però, sono stati abbandonati a loro stessi. In tal senso, la rotazione delle deleghe e dei dirigenti non ha certo contribuito ad evitare questo immobilismo. Certo è che sul centro storico la maggioranza sembra non avere una linea condivisa. Agli annunci dell’assessore Ricci non sta infatti seguendo alcun tipo di fatto.

A tal proposito – prosegue Santucci – ribadisco che l’idea di chiudere via Annio costituisca una pazzia. O il traffico viene deviato a piazza Fontana Grande oppure si trovi un’altra soluzione.
Riguardo poi alle opere finanziate grazie al Plus non capisco quanto tempo ci voglia ad inaugurarle. Nessun passo in avanti è stato fatto. Questa amministrazione è ferma a tre anni fa e non è riuscita nemmeno a portare a casa le opere avviate dalla giunta Marini, con gli ascensori e la pensilina del Sacrario ancora inutilizzabili.

In merito al tema della sicurezza poi – incalza Santucci – il sindaco si disse soddisfatto perché i furti di autoradio erano in calo, ma forse non sa che in questa città, durante la notte, si corrono delle gare automobilistiche in pieno centro con persone posizionate addirittura sui cofani. Per non parlare del controllo del territorio: l’area sopra il Sacrario sembra ormai divenuta terra di nessuno, in cui ognuno sembra poter fare quello che vuole. Alla luce di ciò credo che sia giunto il momento che questa giunta ci dica chiaramente cosa voglia fare da qui a un anno, specificando le opere concrete che intende perseguire”.

Sull’effettiva valenza della seduta in corso interviene il consigliere del M5S Gianluca De Dominicis: “Credo che questa discussione sia fine a se stessa. La conclusione di questa mattinata, infatti, sarà la realizzazione di un ordine del giorno che sarà bocciato dalla maggioranza perché proposto dalla minoranza o, magari, un ordine del giorno che passerà con tante buone intenzioni per poi divenire carta straccia. Per quanto mi riguarda sarebbe il caso di iniziare a proporre azioni ad hoc, a partire dalla destinazione dei proventi dell’imposta di soggiorno, che a mio avviso dovrebbero essere destinati al rilancio del centro storico. Ulteriori interventi andrebbero predisposti per i controlli del territorio, al fine di evitare il traffico di auto notturno per le vie del centro e un maggiore decoro urbano, la cui preservazione consentirebbe di ridurre anche i costi relativi alla raccolta dei rifiuti. In merito alla chiusura del centro, se Francigena non ha mezzi nuovi e idonei a far fronte alla chiusura del centro storico allora è inutile parlarne. L’amministrazione, pertanto, si attivi innanzitutto per trovare le risorse necessarie e poi pensi a chiudere il centro”.

La consigliera di Viterbo Venti Venti Chiara Frontini parla invece di ennesima opportunità persa dall’amministrazione Michelini, capace solo di svuotare alcune piazze dalla auto senza però proporre null’altro: “Lo stato attuale di Piazza Fontana Grande – afferma – è l’emblema di questa amministrazione: vuota di idee”.

Per il consigliere di Forza Italia Giulio Marini è inutile parlare di progetti se prima non si hanno in mano i fondi necessari per attuarli, mentre per il capogruppo di Fratelli d’Italia Luigi Maria Buzzi, prima di intraprendere qualsivoglia azione, sarebbe necessario ascoltare i comitati cittadini costituitisi per il rilancio del centro storico, cercando di trovare soluzioni favorevoli sia ai residenti sia ai commercianti.

Il capogruppo di Oltre le Mura Paolo Simoni è però di tutt’altro avviso: “Parlare di centro storico a Viterbo non è corretto. Bisognerebbe invece parlare di centri storici poiché le tre aree che costituiscono il cuore della città, ovvero Corso Italia, San Pellegrino e Sacrario, hanno esigenze differenti. Ad ogni modo l’amministrazione si sta già muovendo in tal senso con gli incontri del Masterplan per il centro, che dà seguito alla delibera dell’ottobre 2013 approvata da questo Consiglio”.

Sul futuro del centro storico il capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini resta però tutt’altro che ottimista. “Così facendo non si andrà da nessuna parte. Il centro storico è un morto che cammina, le saracinesche dei negozi sono chiuse ma, nonostante ciò, si continua ancora a discutere e a fare dei tavoli di confronto. Urgono soluzioni rapide per riportare la gente nel centro storico e, par far ciò, non si può non partire dal ripopolamento del centro. Da quello che vedo, però, l’unica cosa che potreste riuscire a fare è solo spostare gli uffici del Comune in piazza Fontana Grande”.

Per l’assessore Ricci la via intrapresa dall’amministrazione resta tuttavia quella giusta: “Non sono io a chiedere la chiusura del centro storico, ma la città. La chiusura di via Annio è inevitabile, ma per i residenti non ci sarà alcun problema, poiché potranno continuare a passarvi quando vorranno. Imminente, inoltre, l’avvio della Ztl in via San Lorenzo mentre, riguardo all’ascensore che conduce al Sacrario, posso dire che le cose si stanno per sbloccare. Per l’altro ci vorrà invece ancora un po’ di tempo, a causa di una variazione di normative intercorsa dal momento dell’inaugurazione a oggi”.

A chiudere il dibattito è stato il sindaco Leonardo Michelini: “Restiamo dell’idea di voler procedere a una chiusura parziale del centro storico. Certo è che se proseguiremo a pensare a un centro storico come quello di 30 anni fa continueremo a vivere di solo fumo. Restano in ogni caso i dati, che parlano di un turismo in crescita purtroppo non supportato da strutture adeguate. Su questo stiamo lavorando così come sulla sicurezza, che ad ogni modo risulta essere già più che soddisfacente. E a proposito di tutela del centro storico e della città, prendendo spunto dalle tragedie provocate dal terremoto, intendo proporre nei prossimi giorni alla Regione un piano sulla vulnerabilità sismica del territorio comunale”.

Dopo una sosta di circa mezz’ora per consentire l’esame degli ordini del giorno presentati dai consiglieri Santucci  e De Dominicis si passa al voto, con la maggioranza decisa ad apportarvi delle modifiche. Dai banchi dell’opposizione si leva ovviamente un secco no; il risultato è la bocciatura degli ordini del giorno. Le richieste dell’opposizione vengono dunque respinte e la giunta Michelini può dunque andare avanti con la propria linea; ovviamente solo a parole.

Massimiliano Chindemi

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