Santa Rosa, ecco come Viterbo accoglie i turisti (foto)

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VITERBO – Siamo alle soglie del trasporto della Macchina di Santa Rosa e l’amministrazione comunale orgogliosamente si lustra per lo spettacolo. Ma i turisti che giungono a Viterbo sono subito accolti da cosa? Dalla cacca dei piccioni, che ricordiamo, oltre a corrodere le superfici e trasmettere diversi tipi di malattie infettive agli esseri umani, dà una dimensione sgradevole della città.

Bisognerebbe pulirla in modo efficiente e veloce. E invece da Via del Macel Gattesco a San Pellegrino da Via Casa di Santa Rosa a Piazza della Repubblica la “cacca” dei piccioni fa bella mostra di sé. Rammentiamo agli amministratori che il piccione è portatore di circa 60 malattie, alcune delle quali mortali, contagiose per l’uomo e per gli animali domestici, i cui agenti patogeni vengono trovati nei loro escrementi. Citiamo solo alcune tra le più comuni e pericolose: Salmonellosi, Criptococcosi, Istoplasmosi, Ornitosi, Aspergillosi, Candidosi, Clamidosi, Coccidiosi, Encefalite, Tubercolosi.

Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati negli escrementi dei piccioni. Non è necessario il contatto diretto: il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, ecc., contaminando gli alimenti, gli utensili da cucina, la biancheria, ed innescando i processi infettivi. Associata alle colonie di volatili, c’è sempre la presenza dei loro ectoparassiti, in particolare pulci, cimici, zecche (zecca molle del piccione – argas reflexus -) ed acari, che spesso causano forti infestazioni all’interno di edifici ove sono posti i nidi, soprattutto all’interno dei sottotetti.

Strade e Vicoli lordati dai loro escrementi, guano e carcasse contaminano pericolosamente l’ambiente (leggasi locale in piazza delle Erbe). Ecco perché sarebbe stato importante in vista dell’evento eseguire i necessari interventi di pulizia, disinfestazione e disinfezione. E pensare che un assessore pomposamente in conferenza stampa annunciò uno studio per la quantificazione e la possibilità della riduzione della colonia, spendendo un mucchio di soldi del contribuente.

Ma non è tutto. A San Pellegrino e in tutto il centro storico erbacce spuntano da ogni dove (vedasi foto), per non parlare poi di fili e scatole contenti fili elettrici e dei telefoni. Un degrado assoluto peggiorato dal monumento alle antenne illuminato a giorno a San Pellegrino. La città trabocca di degrado, ma la percezione generale della città sarebbe notevolmente migliore se fosse almeno pulita e priva di graffiti sporcamura, più curata e senza contenitori di spazzatura traboccanti ovunque. Certamente non quello che si aspettano i turisti. Ma gli amministratori si beano della tribuna semisferica in piazza del Comune.

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