“Sarà un trasporto fatto con il cuore” (foto)

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VITERBO – Sala del Conclave gremita, Facchini in fermento. E’ inevitabile, sarà una giornata importante, un trasporto straordinario, fatto sì con la forza, ma soprattutto con il cuore. Il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, chiama tutti a raccolta e avvia il tradizionale incontro che precede il giro delle sette chiese con una lunga serie di saluti.

In prima fila presenti tutte le autorità, tra cui il sindaco Leonardo Michelini, il presidente della Provincia Mauro Mazzola, il vescovo Lino Fumagalli, il Prefetto Rita Piermatti, il Questore Lorenzo Suraci e Giuseppe Fioroni.

Un saluto particolare va subito al Facchino onorario Leonardo Bonucci, che non è potuto essere presente e che sta attraversando un momento difficile per il figlio Matteo. “Gli facciamo un grande applauso e speriamo che vada tutto per il meglio” ha gridato Mecarini.

Il primo a prendere parola è il prefetto Piermatti: “Ringrazio la città di Viterbo ed i Facchini per questo straordinario entusiasmo, non avevo mai visto nulla di simile, senz’altro una realtà che va sostenuta. Noi come istituzioni abbiamo cercato sempre di fare il massimo. E’ grazie alla collaborazione di tutti se questa meraviglia è possibile ogni anno”.

“Viterbo ha responsabilità di tenere viva questa tradizione, che riguarda non solo i Facchini ma l’intera comunità, le famiglie, i bambini – ha aggiunto il sindaco Michelini -. La storia del Facchino di Santa Rosa è la storia di ognuno di noi, con varie prove da superare, le difficoltà e le sfide da affrontare per giungere ad un obiettivo più elevato, non solo individuale. Il Facchino incarna il senso di solidarietà e forza di ogni uomo”.

La parola al vescovo “ho l’impressione che ci sia stata una crescita nella collaborazione e nella partecipazione da parte delle famiglie, che sono il cuore di ogni comunità. In questo senso proprio le giovani famiglie svolgono un ruolo fondamentale nel trasmettere questa tradizione, con tutto il suo spirito, alle nuove generazioni. E’ grazie al contributo, anche minimo, di ognuno di noi che si raggiungono grandi risultati”.

Poi un ‘in bocca al lupo’ da parte del presidente Mazzola “che giunga il mio più sincero augurio alla città di Viterbo ed ai Facchini, affinché lo spirito di Santa Rosa possa essere di conforto ai nostri fratelli colpiti dal sisma”.

“Quando Sandro Rossi mi ha chiesto di trasportare le spoglie di Santa Rosa, sono tornato indietro al mio primo trasporto – ha esordito tra gli applausi il presidente emerito Lorenzo Celestini -. Era il 1971, ed io vi ringrazio ancora per questa bella famiglia. Anche quest’anno ci sarà il passaggio in via Marconi. Sarà una bella prova, ed un grandissimo impegno che resterà negli annali. Anche quest’anno ‘nonno’ Nello è insieme a tutti voi in questa sfida”.

Prende la parola Mazzoli “ogni anno sono sempre più affascinato dalla forza dei Facchini. Ogni anno vedo andare avanti questo sodalizio e questa festa, che unisce le forze, incita all’incontro e alla comunione di intenti. Ed è di questa forza che abbiamo bisogno, soprattutto in questo momento tragico della storia della nostra nazione”.

“Io vorrei dedicare l’espressione ‘sollevate e fermi’ alle popolazioni colpite dal sisma, come simbolo della forza di volontà nel superare questo momento di grande difficoltà. Il trasporto della Macchina di Santa Rosa è un messaggio di speranza per noi tutti” ha aggiunto Fioroni.

Un incoraggiamento anche dal Questore Suraci: “Abbiamo intensificato i servizi per questo esercito di uomini in bianco. Io sono uno sportivo e mi colpisce la forza fisica, ma sopratutto la forza spirituale di questi Facchini. In bocca al lupo a tutti”.

Riprende la parola il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, che cita Francesco d’Assisi “cominciamo con il fare il necessario, poi facciamo il possibile, ed un giorno ci ritroveremo a fare l’impossibile. Questo è quello che farete voi questa sera. Un’impresa straordinaria”. Momento di commozione infine per il capofacchino Sandro Rossi “questa è una giornata particolare, legata ad eventi del passato. Il percorso sarà molto duro. Faccio appello a tutti i vostri sentimenti affinché questa impresa sia possibile. Sarà il vostro grande cuore ed il grande cuore della città a renderla possibile. Il 3 settembre ogni viterbese diventa, in fondo al proprio cuore, un Facchino. Evviva Santa Rosa!” un grido che risuona forte nella sala del Conclave ed in tutta piazza San Lorenzo, fino ad arrivare al cielo.

Quello di quest’anno sarà un percorso speciale, modificato in occasione del corrente anno giubilare. Fino al tratto di Corso Italia tutto rimarrà invariato; dopodiché, una volta giunti in piazza del Teatro, la Macchina imboccherà via Marconi fino alla sosta prevista davanti alla tribuna di piazza della Repubblica. Dopo un breve stop, a differenza di quanto accaduto nel 2014, “Gloria” proseguirà dritta verso il Sacrario, girerà all’altezza dell’intersezione con via Cairoli e tornerà indietro. Ultima novità sul finale del tragitto. Una volta giunti sul sagrato, infatti, i facchini effettueranno un nuovo “sollevate e fermi” per ricordare il comando che esattamente 30 anni fa fu necessario ripetere per girare la macchina. Molti partecipanti di quell’impresa ci sono ancora, Mecarini li chiama a se e ricorda “l’avevamo lasciata che dava le spalle alla chiesa. Nello ce lo ha chiesto, quasi sottovoce, come un’esortazione e l’abbiamo fatto. Pesava tanto, avevamo paura ma anche se sconvolti ci siamo riusciti. Da allora la macchina è stata pesata e sono state stabilite delle misure massime, il trasporto è quindi stato affidato al Sodalizio”.

Dopo la foto di rito in piazza San Lorenzo e quella con i ragazzi dell’associazione Juppiter, prende il via il giro delle sette chiese. I facchini raggiungono piazza della Morte, dove rendono omaggio a Santa Giacinta Marescotti. Ad accoglierli le suore di clausura, che hanno preparato per loro le foglie ‘appuntite’ legate alla tradizione della Santa. Giusto il tempo di qualche saluto alle anziane sorelle e si riparte alla volta di Santa Maria Nuova. La sosta è breve, il lungo corteo bianco e rosso giunge quindi a piazza del Comune, è il momento di Sant’Angelo in Spatha. A piazza della Repubblica tradizionale sosta al monumento al Facchino seguita da quella al Sacrario, dove viene reso omaggio al monumento ai Caduti. Si torna in formazione, pronti ad affrontare via Magliatori per giungere alla chiesa della Trinità, poi via verso San Francesco, dove i facchini rinnovano il patto d’amore verso la Santa. E’ quindi il momento del santuario di Santa Rosa, con l’omaggio al corpo incorrotto, poi il ritiro ai Cappuccini.

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