“Senza hostess il pronto soccorso di Belcolle non vola”

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VITERBO – “Illustre Presidente Zingaretti, proprio un anno fa, per fronteggiare il caos esistente nei “pronto soccorso” degli ospedali, aveva annunciato pubblicamente l’inserimento di “steward” e “hostess” per dare un volto più umano all’accoglienza e all’assistenza erogata in queste importantissime strutture di emergenza, spesso versanti in situazioni veramente deprecabili con tanto di sovraffollamento, mancanza di posti letto e carenza di medici ed infermieri.

 

Un progetto teso a facilitare il rapporto tra il servizio di pronto soccorso e l’utenza, quest’ultima troppo spesso messa di fronte ad attese sfiancanti e deplorevoli per tutti quei pazienti costretti a sostare per lunghe ore su barelle o carrozzelle, senza un minimo di contatto con i propri parenti che, spesso, restano nell’impossibilità di essere aggiornati sulle condizioni dei propri cari.

 

Questa sorta di sperimentazione, a marzo del 2015, iniziò nel “pronto soccorso” del San Camillo, del Policlinico Umberto I, dell’ospedale Grassi, del Policlinico di Tor Vergata, del Pertini, del San Giovanni, del Sant’Eugenio e del Sant’Andrea, cioè negli ospedali della capitale, al fine di aggiungere “un elemento di umanizzazione nel rapporto tra persona malata e necessità di cura”, come da Lei spiegato in Conferenza Stampa.

 

Peccato, sig. Presidente che nella lista degli ospedali che hanno beneficiato dell’inserimento di questi operatori, denominati “assistenti di sala”, non figuri l’ospedale di Viterbo, l’eterna incompiuta della città, la più discussa, la più scandalosa, la più vergognosa e la più costosa opera che si chiama “Belcolle”, da sempre un “mezzo ospedale” che continua a mettere in evidenza il suo carosello di macroscopiche deficienze strutturali e logistiche, ancora più emblematiche proprio all’interno del suo collassato “pronto soccorso”, dove una dignitosa accoglienza e il rispetto della privacy restano a livello di pura utopia.

 

FondAzione per la Tuscia Le ricorda che Lei non è il Presidente di Roma ma, più compiutamente, è il Presidente della Regione Lazio e quando la Sua azione politica intende migliorare lo status degli ospedali, questa non può trascurare la grave condizione in cui versa l’ospedale di Viterbo, più volte inutilmente visitato dalla S.V., e diciamo “inutilmente” visto che, anche la dotazione di questi particolari operatori in grado di gestire i rapporti con i pazienti e i loro familiari, per Belcolle non è stata realizzata, così come non sono stati concessi i posti letto necessari e proporzionati al numero dei residenti, così come non sono stati indetti nuovi concorsi e la tanto auspicata sistemazione del Personale precario che, da anni, assicura la funzionalità dell’emergenza ospedaliera.

 

Allora, caro governatore Zingaretti, faccia in modo di brindare pure con gli “assistenti di sala” che vorrà assegnare al pronto soccorso di Belcolle affinché, anche a Viterbo, si possa affermare che questa innovativa formula di accoglienza concretizzi l’inizio di un vero cambio di rotta e una Sanità più a misura d’uomo, con lo sblocco del “turn over”, non solo di hostess e steward, ma di tutte quelle figure professionali che, con il loro servizio, potranno garantire una migliore assistenza, l’abbassamento della mobilità passiva e l’abbattimento delle liste d’attesa che, ancora, si rivelano insopportabili emergenze per tutta la Sanità viterbese”.

 

Roberto Talotta
Dipartimento Sanità di FondAzione per la Tuscia

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