Usb Viterbo vota sì al referendum sulle trivelle

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VITERBO – Usb Viterbo, che aderisce al Coordinamento Provinciale di Viterbo per la Democrazia Costituzionale, sarà presente sabato 9 aprile in piazza San Faustino a Viterbo per propagandare e sostenere le ragioni del SÌ. Invita, inoltre, i lavoratori e la lavoratrici a partecipare in massa alla consultazione del 17 aprile, rompendo il muro di silenzio che si sta costruendo su questa importante scadenza.

 

Il 17 aprile inizierà la lunga stagione referendaria che porterà gli italiani alle urne. Si inizia con il referendum contro la norma che stabilisce che le concessioni petrolifere durino fino all’esaurimento del giacimento. In poche parole gli italiani dovranno esprimersi sull’attività di estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi entro 12 miglia marine dalla costa. Dovranno continuare la loro attività fino alla fine delle risorse?

 

Oggi le concessioni sono 35 di estrazione di idrocarburi, 3 inattive, una è in sospeso (al largo delle coste abruzzesi), 5 non produttive nel 2015. Le restanti 26 concessioni, 79 piattaforme e 463 pozzi, sono presenti tra mar Adriatico, mar Ionio e canale di Sicilia.

 

Con le norme contenute nel decreto ‘Sblocca Italia’ si rende possibile che i permessi già accordati per le trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa possano essere prorogati, oltre la loro naturale scadenza, per tutta ‘ la durata delle vita utile del giacimento’ con gravi ricadute sull’ambiente marino e non solo. Con tali previsioni infatti vengono messe in forte discussione anche tutte le economia locali e nazionali legate alla pesca ed al turismo, vere ricchezze del nostro paese.

 

Se vince il sì le società petrolifere alla scadenza prefissata dovrebbero finire la loro attività. Lo stop, quindi, non sarebbe immediato, ma arriverebbe solo alla scadenza dei contratti già attivi. Il referendum avrebbe conseguenze già entro il 2018 per 21 concessioni in totale sulle 31 attive: 7 sono in Sicilia, 5 in Calabria, 3 in Puglia, 2 in Basilicata e in Emilia-Romagna, una in Veneto e nelle Marche. Il quesito referendario riguarda anche 9 permessi di ricerca, 4 nell’alto Adriatico, 2 nell’Adriatico centrale, uno nel mare di Sicilia e uno al largo di Pantelleria.

 

Occorre abbandonare lo sfruttamento delle vecchi risorse energetiche basate sulle fonti fossili e concentrarsi sull’energia rinnovabile. Inoltre, la lobby del petrolio ha trovato facile sponda nel Governo Renzi che si è rifiutato di accorpare questa consultazione con le prossime elezioni amministrative, fissando lo svolgimento di questo referendum al 17 aprile, con uno spreco pari a circa 400 milioni di Euro che si sarebbero potuti utilizzare per ben altri scopi sociali, uno su tutti il rafforzamento dei servizi per l’infanzia nel nostro paese, fortemente falcidiati dal patto di stabilità imposto ai comuni”.

 

Unione Sindacale di Base Viterbo

Paola Celletti
Luca Paolocci

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