Viterbo in prima linea contro la violenza sulle donne

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Stalking, femminicidio, violenza fisica e psicologica. Questi i temi centrali che hanno caratterizzato l’evento “Innamòrati di Te”, progetto itinerante targato Codere Italia finalizzato a sensibilizzare la società sul purtroppo attuale tema degli abusi sulle donne.

 

L’incontro, tenutosi presso la Gaming Hall Garbini e preceduto dalla proiezione di un video prodotto dalla Emanuela Valente, Fondatrice dell’Osservatorio sul Femminicidio “In Quanto Donna”, è stato aperto dai saluti della consigliera comunale alle Pari Opportunità, Daniela Bizzarri, che ha tenuto a sottolineare come il Comune di Viterbo sia vicino e sensibile alle problematiche concernenti la violenza sulle donne.

 

Problematiche, queste, che nella Tuscia si verificano fortunatamente con scarsa frequenza. “Quella di Viterbo – spiega Emanuela Valente – è una delle Province con meno casi in Italia. Sono appena quattro, infatti, i casi verificatesi negli ultimi cinque anni. Tutto ciò, in ogni caso, non è indice del fatto che le donne godano di vita facile. I numeri, infatti, spesso e volentieri risultano ingannatori.

 

Secondo uno studio – argomenta Valente – gli uomini del Nord Europa sembrerebbero ad esempio essere più violenti rispetto quello del sud. Ma la verità è che in questi Paesi nordeuropei si registrano più casi di violenza perché le donne, giustamente, denunciano il molestatore anche solo per un apprezzamento spinto ricevuto sul posto di lavoro; cosa che in Italia, invece, passa decisamente in sordina. Nel dire ciò invito pertanto le donne ad imparare a riconoscere la violenza e a comportarsi di conseguenza. Un aiuto, in tal senso, può venire senza dubbio dall’Osservatorio nazionale sul Femminicidio, tramite cui si agevola divulgazione delle varie tematiche, si aiuta a comprendere i motivi per cui accadono determinati spiacevoli episodi e si incentiva il superamento di cliché superficiali, come quello fondato sul fatto che la maggior parte delle violenze avvengono per motivi di gelosia o raptus improvvisi”.

 

A supporto delle tesi esposte da Emanuela Valente si è posta anche l’avvocato Elisa Fornaro dell’Associazione Donne per la Sicurezza, che incentra il proprio intervento sulla normativa dedicata al reato di stalking: “Nel corso delle attività della nostra associazione, nata nel 2009, abbiamo trattato numerosi casi, risolvendoli anche in via extra giudiziale. Mi soffermo su questo aspetto perché la donna pensa sempre alle conseguenze che una sua denuncia, spesso indirizzata familiari stretti, potrebbe portare.

 

Ebbene, le donne sappiano che la legge che ha introdotto lo stalking, oltre al processo penale, fornisce anche strumenti per far desistere lo stalker ricorrendo a strumenti preventivi, come ad esempio l’esposto alla polizia, a seguito del quale l’uomo sa che da quel momento di essere attenzionato, senza però essere immediatamente soggetto a procedimenti penali.

 

Se poi l’uomo persiste – aggiunge Fornaro – si passerà all’ammonimento, un provvedimento che potrà essere attuato solo dopo che la Polizia avrà accertato se quanto affermato dalla donna corrisponde a verità. In ultima istanza, prima del procedimento penale, c’è poi la querela, divenuta irretrattabile, da proporre entro sei mesi dall’ultimo atto molesto subito dalla donna. Nonostante l’inasprimento della normativa si continua tuttavia a sentire notizie relative a stalking, segno che evidentemente c’è ancora qualcosa che non funziona. Penso ad esempio all’ancora scarsa attenzione posta verso la rieducazione dello stalker; a mio avviso, ad esempio, anziché porre divieti e restrizioni che non fanno altro che incattivire l’aggressore, si dovrebbe porre l’accento sulla rieducazione dello stesso”.

 

Violenza fisica sulle donne, dunque, ma non solo. Tra le varie forme di aggressione vi è infatti anche quella della violenza psicologica, che porta spesso la donna ad essere svuotata del proprio io fino a giungere a giustificare gli abusi subiti. “Attraverso i vari casi riscontrati – spiega Marisa Nicolini, psicologa e psicoterapeuta del Tribunale di Viterbo, tra abusante e abusata esistono chiare specularità: l’uomo vuole spesso esercitare il potere, al cospetto di una donna che accetta spesso sommessamente il trattamento riservatele. Ma se la donna ha consapevolezza di sé potrà abbandonare per tempo la situazione, mettendosi al riparo da fatti spiacevoli. Diversamente, la donna poco consapevole di sé, entrerà in modo soft in un meccanismo di annullamento, che la porterà a pensare di essere effettivamente nel torto e di meritare tale trattamento. Le donne che hanno poca considerazione di sé sono le maggiori vittime.

 

Fornaro - Valente - Nicolini

Elisa Fornaro – Emanuela Valente – Marisa Nicolini

 

Ed è proprio da questo triste processo che prende le mosse il titolo dell’evento odierno. “Innamorati di te” è infatti un invito rivolto sia alla donne sia agli uomini, teso a indirizzarli verso rapporti costruttivi possibili solo se impariamo prima ad amare noi stessi”.

 

Un ruolo importante nelle azioni imbastite a supporto delle vittime di violenza è svolto senza dubbio dagli operatori del Pronto Soccorso. “Casi di violenza domestica nel Viterbese – afferma Stefano Innocenzi del Pronto Soccorso dell’ospedale Belcolle – fortunatamente non ne ho mai incontrati; forse perché la vittima si reca in altri Pronto Soccorso per non essere riconosciuta, o forse perché la donna preferisce semplicemente mentire, riconducendo le ferite a improbabili cadute dalle scale. A tal proposito sottolineo come la Asl di Viterbo sia pronta ad intervenire con una equipe specializzata in casi di violenza sessuale; serve però l’aiuto e la collaborazione della donna, che deve trovare la forza di raccontarci la verità, permettendoci così di rilasciare il referto all’Autorità Giudiziaria”.

 

Barbara Cerusico - Stefano Innocenzi

Barbara Cerusico – Stefano Innocenzi – Elisa Fornaro

 

Oltre a ciò risulta però decisamente indispensabile un’azione educativa che sia in grado di penetrare all’interno della società: “In quanto pedagogista – sottolinea l’educatrice Valentina Sega – ho particolarmente a cuore il potere dell’educazione intesa come valvola propulsiva al cambiamento. A tal proposito, in due anni di collaborazione con l’Associazione Donne per la Sicurezza, ho potuto riscontrare un notevole feedback da parte dei ragazzi delle scuole, che hanno sempre partecipano attivamente a dibattiti su tematiche come lo stalking e il cyber bullismo”.

 

Unitamente alla scuola, un ruolo di primaria importanza è in ogni caso rivestito anche e soprattutto dalla famiglia: “E’ indispensabile – afferma Barbara Cerusico, Presidente dell’Associazione Donne per la Sicurezza – insegnare ai nostri figli il rispetto delle regole, senza le quali c’è solo violenza e sopraffazione. Non diamo oggi alibi ai figli maschi, se vogliamo farne domani degli uomini capaci di amare e rispettare il prossimo”.

 

Sulle modalità di aiuto e di supporto alle donne vittima di violenza, la responsabile provinciale del Centro Antiviolenza Donne per la Sicurezza, nonché maresciallo della Polizia locale di Viterbo, Giovanna Dominioni, spiega il modus operandi seguito dalla propria associazione: “Ci troviamo ogni giorno ad affrontare numerosi casi e, grazie al supporto di Elisa Fornaro e Marisa Nicolini, siamo spesso riusciti a risolvere diverse situazioni sia a livello legale sia a livello prettamente psicologico. Il tutto attraverso un’azione che mira a far sentire la donna supportata al 100%, ma sempre e comunque libera di agire alla violenza in totale autonomia”.

 

Marisa Nicolini - Giovanna Dominioni - Valentina Sega

Marisa Nicolini – Giovanna Dominioni – Valentina Sega

 

Oltre a fornire supporto e preziosi consigli, il Centro Antiviolenza Donne per la Sicurezza mette a disposizione delle donne anche la possibilità di seguire dei corsi di autodifesa come il Krav Maga; per l’occasione il Maestro Giampietro Mautone ha deliziato la platea con alcune mosse utili a sventare un tentativo di aggressione fisica.

 

L'istruttore Mautone e i suoi collaboratori

L’istruttore Mautone e i suoi collaboratori

 

Soddisfatta della cospicua partecipazione all’evento, Imma Romano, Responsabile Relazioni Istituzionali di Codere Italia, ha tenuto a sottolineare come Codere abbia come propria prerogativa non solo quella di sensibilizzare l’opinione pubblica sul gioco responsabile, ma anche quella di favorire incontri e iniziative incentrate su tematiche di stretta attualità come quella della violenza sulle donne.

 

La platea

La platea

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