“Viterbo, la Thailandia del Lazio”

0

 

VITERBO – Turismo in crescita? Riportiamo l’amara riflessione di un gruppo di  turisti in visita a Viterbo:

“Siamo un gruppo di amici che dopo aver trascorso tre giorni a Roma, abbiamo deciso di fare un salto a Viterbo. Abbiamo intrapreso il viaggio in macchina e lo stato di degrado della Cassia ci ha messi sul chi vive. Siamo venuti a Viterbo desiderosi di saperne di più sulla Città dei Papi, sulla Tuscia, sul Quartiere Medioevale, ma siamo rimasti delusi da ciò che abbiamo trovato. Sapevamo che l’economia della vostra zona è in difficoltà, paralizzata da un elevato tasso di disoccupazione e abbiamo pensato che gli amministratori facessero di tutto per attrarre e far crescere il turismo. Ciò che più ci ha colpito è l’estrema mancanza di orgoglio dei viterbesi nei confronti della propria città. Rifiuti lungo le strade, siamo scesi in città da San Marino al Cimino dopo aver goduto del panorama del Lago di Vico, e nei pressi del vostro complesso ospedaliero abbiamo visto uno spettacolo da rabbrividire, un cumolo di spazzatura che accerchiava dei contenitori di metallo, ma abbiamo visto anche sacchi della spazzatura sul ciglio della strada.

Giunti in città una desolazione monumenti sporchi, fontane splendide mal tenute, cavi elettrici e graffiti abbelliscono tutta la città, dal quartiere San Pellegrino a altre zone del centro, esercizi pubblici e commerciali chiusi, per trovare un bar aperto ci abbiamo messo del tempo. Per scattare delle foto da Piazza delle Erbe( tralasciamo di parlare dei cartelloni indicatori con scritte in inglese che ci hanno fatto sbellicare dalle risate), a Via Macel Gattesco una luce stupenda da sfruttare, siamo fuggiti, escrementi di piccioni da ambo i lati della strada segno evidente di scarsa pulizia delle strade, una puzza nauseabonda proveniente da tombini ostruiti (lo abbiamo constatato).

Per non parlare di cestini per la raccolta di rifiuti stracolmi segno evidente di scarsa cura nello svuotamento. Scatole grigie dell’ENEL in ogni dove, persino in Piazza del Plebiscito vicino ad una targa di un ufficio comunale. Per farla breve, abbiamo constatato che la città trabocca di degrado, ma la percezione generale della città sarebbe notevolmente migliore se fosse almeno pulita e priva di graffiti. Siamo venuti a Viterbo per una breve visita totalmente intenzionati a ritornare, ma con così tante belle destinazioni al mondo, temo che non torneremo nella Tuscia dopo quello che abbiamo visto qui a Ferragosto.

Scherzando abbiamo definito la Città dei Papi una Thailandia nel Lazio; sporca, non curata, con immondizia ovunque. Certamente non quello che ci aspettavamo. Lo scopo di questo messaggio non è quello di criticare, ma di chiedere a voi come cittadini viterbesi di avere orgoglio per la vostra città , di rispettare il vostro patrimonio e così di turisti come noi ne verranno a frotte facendo – si spera – un’iniezione di fondi tanto necessari alla vostra economia che abbiamo visto mal gestita”.

Fin qui il racconto, ora il commento del cronista,Viterbo quindi hanno decretato molti turisti è una città in grande difficoltà economica, sporca, poco curata.

Il sindaco, Michelini, e la sua maggioranza devono prendere atto della difficilissima situazione in cui versa la città – perché Viterbo, oggettivamente, dopo tre anni di governo del centrosinistra, e’ in notevole difficoltà. Sembra che chiunque voglia dare un contributo di proposte per migliorare lo stato delle cose non sia ben accetto. Questa giunta di centrosinistra non sembra essere disponibile a un dialogo, sembra quasi che si muova in un teatrino dove tutti o quasi rispondono a ordini impartiti attraverso fili invisibili. Ma non è finita qui: «E’ evidente a tutti che la città e’ sporca e abbandonata, dove pure l’ordinaria manutenzione e’ scarsa. Basta un qualsiasi evento atmosferico fuori norma per mettere tutti in crisi. L’esempio simbolo di questa incuria e’ la problematica legata agli ascensori per il Centro medioevale, fattore che fa ridere purtroppo e questo fa arrabbiare i viterbesi. A Viterbo si è reso necessario un tagliando, come si fa per le automobili, cominciando dai marciapiedi, dalle periferie, dalle strade, dai luoghi di aggregazione, e non limitare l’offerta culturale a quella ormai inutile costosa settimana dello struscio diventata un mercatino da Sagra paesana. Infine bisogna garantire la sicurezza, perché Viterbo non può diventare una città di in mano a minoranze etniche che approfittano del degrado e tentano di farla da padroni. E scusate se è poco.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.