ACQUAPENDENTE – Riceviamo una nota di Giordano Sugaroni che di seguito pubblichiamo.

“Con l’affermazione “ancora una volta lesi gli interessi dei cacciatori laziali”, il Cavaliere Pietro Casasole Presidente dell’ASD Caccia Sviluppo Territorio (sede di Acquapendente) muove nuove critiche a Regione Lazio ed Associazioni Venatorie Anuu, Fidc, EPS, Libera Caccia, Enalcaccia, Italcaccia, Arcicaccia.

“Con comunicato unificato datato 17 Luglio 2017”, sottolinea, “le Associazioni Venatorie nel farsi grandi per essere stati ricevuti in un incontro dall’Assessore regionale Caccia e Pesca Carlo Hausmann, spiattellavano che durante la preapertura ci sarebbe stata la possibilità di inserire la caccia al colombaccio. Promotori solo di chiacchiere, sottolinearono che l’Assessore si sarebbe impegnato a reperire fondi da assegnare all’Arsial, avvalendosi di collaborazioni esterne e sarebbe stato in grado di fornire dati per le prossime scelte di gestione della fauna. In merito alla chiusura della caccia al tordo-bottaccio, tordo-sassello e cesena, l’Assessore confermava di condividere con le Associazioni Venatorie la chiusura al 31 Gennaio 2018. Vorrei chiedere alle Associazioni perché il giorno che hanno apposto la firma al calendario venatorio non hanno fatto opposizione ed all’Assessore regionale cosa ne pensa dei calendari italiani e Regioni limitrofe (vedi Toscana ed Umbria) dove in pre-apertura hanno sparato anche al colombaccio per poi concedere il bis la prossima Domenica 17 Settembre. Mi preme chiedere alle Associazioni ed all’Assessore competente perché siamo trattati come cacciatori di terza categoria, dove si potevano trovare Domenica 10 Settembre le tortore africane ed, infine, se i tordi saranno riammessi al 31 Gennaio 2018 o sono tutte promessa da marinai.

Le preaperture come studiate nella nostre Regione, non sono modi di caccia fattibili, ma sono vere mattanze e caccia per i bracconieri. Infine in merito alle dichiarazioni delle Associazioni venatorie che ci sia un modo di intendere tra mondo venatorio e Regione, a mio giudizio non mi sembra sia stata imboccata la strada giusta ad aprire un percorso condiviso per le esigenze legittime del mondo venatorio ma solo un apportare grosse penalizzazioni”.

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email