All’Anfiteatro Cordeschi di Acquapendente “La notte di Antigone” e “D’io. In fondo mi credo”

Prosegue all’Anfiteatro Cordeschi di Acquapendente, suggestiva struttura di teatro elisabettiano, la rassegna estiva di prosa, danza e musica “A cielo aperto“, organizzata dal Teatro Boni con direzione artistica di Sandro Nardi e il sostegno di Comune di Acquapendente e Regione Lazio. Nel prossimo fine settimana sono in cartellone due spettacoli teatrali.

Venerdì 29 luglio in scena la compagnia L’Eco di Fondo in “La notte di Antigone“, una rilettura della tragedia di Sofocle ispirata alla figura di Ilaria Cucchi, con drammaturgia di Giacomo Ferraù e Giulia Viana e regia dello stesso Ferraù. Sul palcoscenico  Edoardo Barbone, Enzo Curcurù, Giacomo Ferraù, Ilaria Longo, Giulia Viana. L’Antigone è  la riflessione più lucida e profonda che sia mai stata scritta sul conflitto tra la legge privata dell’anima e la legge inamovibile dello stato. Si racconta che alle porte di Tebe si siano scontrati e abbiano perso la vita, uccidendosi l’un l’altro, Eteocle il buono, il giusto e Polinice, il reietto, l’ultimo: questo è quello che raccontano ad Antigone. Ed è per questo che Polinice sarà condannato a rimanere insepolto, alla mercé degli sciacalli, delle bestie feroci.

Sabato 30 domenica 31 luglio protagonista il Teatro Boni, con la sua produzione “D’io. In fondo mi credo“, di Emilio ed Elisa Celata e Sandro Nardi. In scena Emilio Celata, per la regia di Sandro Nardi. Disegno luci di Filip Marocchi.  La mente è un enigma incontrollabile. Come puoi pensare, se hai paura anche dei tuoi pensieri e se sono loro il tuo unico disturbo? Non c’è molta differenza tra un pensiero e un’ossessione: la differenza è come ci si sente. Non esistono momenti tranquilli. Mai. Perfino a letto continui a pensare più volte: “Ho chiuso la porta? Ho lavato le mani? Ho chiuso il gas?” L’ansia non è una scelta. È energia inespressa. È carattere mortificato per far contenti gli altri, per rispettare un codice culturale, per assecondare il mondo esterno. Per tutta la vita non una propria idea, ma l’idea degli altri. La salvezza può essere racchiusa in una vita parallela dove l’assurdo è possibile e l’incredibile diventa strumento per naufragare con la mente in una burrasca di parole. Un tuffo nella profondità di molte domande.

L’Anfiteatro Cordeschi si trova ad Acquapendente (VT) in Via Onanese 3. Inizio spettacoli ore 21.00. I biglietti si possono prenotare online sulla piattaforma Vivaticket. Per informazioni: 334.1615504 – www.teatroboni.it.

Articolo precedenteGrande successo del 1° Festival Letterario del Lago
Articolo successivoLa Delegazione di Viterbo dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro presente a San Pietro per l’ordinazione episcopale di Mons. Fortunato Frezza