ACQUAPENDENTE – “Durante apposita seduta di Consiglio, il Comune di Acquapendente approva all’unanimità un Ordine del Giorno sulla consegna della posta a giorni alterni: “Il Consiglio Comunale”, si sottolinea, “ PREMESSO CHE nelle aree montane e rurali necessario garantire opportunità di crescita e servizi di qualità alla popolazione. Che nei piccoli Comuni, negli ultimi decenni, il Servizio Postale, grazie alla rete degli sportelli e alla consegna della corrispondenza a per esso il mantenimento di un servizio fondamentale per la coesione della comunità, CHE la legislazione nazionale prevede al primo comma dell’art 3 del d lgs N 261/1999 che “ assicurata la fornitura del servizio universale e delle prestazioni in esso ricomprese, di qualità determinata, da fornire permanentemente in tutti i punti del territorio nazionale, incluse le situazioni particolari delle isole minori e delle zone rurali e lontane a prezzi accessibili all’utenza” Che la direttiva europea 97/67/CE stabilisce che gli Stati membri devono garantire agli utilizzatori il diritto a un servizio universale corrispondente ad un’offerta di servizi postali di qualità determinata fornito permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili, assicurando il servizio tutti i giorni lavorativi, e come minimo cinque giorni a settimana, salvo circostanze o condizioni geografiche eccezionali.

VISTO Che la legge di stabilità ha previsto una sostanziale modifica del servizio postale universale con il taglio di numerosi sportelli nelle aree montane nonché il ridimensionamento a giorni alterni della consegna della corrispondenza introducendo al comma 7 dell’art 3 del d lgs N 261/1999 la fornitura a giorni alterni in presenza di particolari situazioni infrastrutturali o geografiche in ambiti territoriali con una densità inferiore a 200 abitanti/kmq e comunque fino ad un massimo di un quarto della popolazione nazionale. Che Poste Italiane, nel piano industriale 2015-2019, ha avallato le disposizioni della Legge di stabilità prevedendo un notevole ridimensionamento del servizio facendo leva su infrastrutture telematiche e tecnologie non sempre sfruttabili nelle aree montane e rurali. Che i Tribunali Amministrativi di alcune Regioni si sono pronunciati a favore dei Comuni che avevano presentato ricorso contro il piano di chiusura e razionalizzazione di Poste S.p.A. riconoscendo che la chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici e senza ponderare il pregiudizio alle esigenze degli utenti derivante dalla chiusura; Che nello specifico, il T.A.R. di Firenze assegna particolare rilievo alle esigenze degli utenti del servizio universale e evidenziando l’obbligo del gestore di “garantire il rispetto delle esigenze essenziali” di “offrire agli utenti in condizioni analoghe un trattamento identico e anche di svolgere un ruolo fondamentale nella funzione di coesione sociale ed economica sul territorio nazionale” Che il Contratto di programma 2015-2019 tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la società Poste italiane S.p.a. per la fornitura del servizio postale universale, è stato firmato il 15 dicembre 2015 e prevede che il servizio universale è affidato a Poste Italiane S.p.A. fino al 30 aprile 2026 e soggetto a verifiche quinquennali da parte del Ministero sul livello di efficienza nella fornitura del servizio. Che al fine di garantire la coesione sociale, senza discriminazioni tra gli utenti, Poste Italiane è obbligata ad erogare su tutto il territorio nazionale il servizio postale base (universale): ◦ Raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione di invii postali fino a 2 Kg ◦ Raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione di pacchi postali fino a 20 Kg ◦ I servizi relativi agli invii raccomandati ed agli invii assicurati. Che Poste Italiane ha annunciato di voler procedere nel corso dell’anno 2 17 con la riduzione della consegna della corrispondenza in 2.632 Comuni, che si sommano ai 2.632 dove la corrispondenza viene consegnata cinque giorni su quattordici già dal 2015 e dal 2016. Che Poste ha attivato, sulla base di un accordo con Governo e Federazione degli Editori, una rete parallela di consegna dei quotidiani e dei settimanali che tocca 1.900 Comuni italiani, ma esclude completamente le aree montane e interne del Paese

CONSIDERATO Che Poste italiane Spa una società a capitale intera ente pubblico che gestisce i servizi postali in una condizione di sostanziale monopolio e che garantisce l’espletamento del servizio universale sulla base di un contratto di programma siglato con lo Stato in cui la società si impegna a raggiungere determinati obiettivi di qualità tra cui quelli concernenti l adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste. Che Poste Italiane Spa riceve significativi contributi da parte dello Stato nell’ambito della legge di stabilità per consentire agli uffici postali periferici di garantire l ‘erogazione dei servizi postali essenziali, eppure il piano di riorganizzazione previsto dall’azienda – al momento sospeso nella sua applicazione – prevederebbe, a livello nazionale la chiusura di 455 Uffici Postali e la riduzione degli orari di apertura in 608 uffici. Che questa razionalizzazione rischia di tradursi in gravi disservizi per la popolazione, soprattutto per i residenti anziani, che si troveranno a non poter usufruire di servizi essenziali quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a fare lunghe file nei giorni di apertura, ritardare le operazioni o affrontare frequenti e difficili spostamenti, su territori particolarmente disagiati. Che Poste Italiane spa ha annunciato a mezzo stampa che a partire dal 23 ottobre 2017 sarà avviato il sistema di recapito a giorni alterni nelle zone dei centri di recapito afferenti Tarquinia e Grotte di Castro, tra cui il Comune di Acquapendente. PRENDENDO ATTO C e n data 22 1 2 1 il residente dell’autorità per le garanzie nelle Comunicazioni rispondendo a specifica missiva del residente dell’intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna a ricordato c e con apposita delibera l’autority ha “ritenuto opportuno inserire (…) specifici divieti di chiusura di quegli uffici che servono gli utenti che abitano nelle zone remote del Paese (…) ritenendo prevalente l’esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche e a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio” Che Poste Italiane s.p.a. ha sospeso per il 2017 il piano di riorganizzazione della presenza territoriale dell’azienda grazie all’impegno dei Comuni e delle Associazioni degli enti locali come Uncem che ha promosso una forte mobilitazione del territorio e dei Comuni. Che l’AgiCom ha espresso a marzo 2015 il proprio avviso sulla modalità di recapito a giorni alterni, modificando la proposta di Poste ed indicando che la misura potrà interessare un numero di Comuni che rappresentino al massimo il 25% della popolazione e in funzione di particolari circostanze, anche geografiche del territorio italiano e ricordando che la misura dovrà essere notificata alla Commissione europea. Che il Parlamento europeo con Risoluzione del 15 settembre 2016 sull’applicazione della direttiva sui servizi postali (2016/2010(INI)) ha stabilito che: “Il servizio universale deve continuare a essere fornito nella misura massima, cioè deve almeno comprendere consegna e ritiro per cinque giorni a setti ana per ogni cittadino europeo inoltre al fine di soddisfare l’obbligo di servizio universale importante mantenere ben funzionanti le reti postali, con un numero sufficiente di punti di accesso nelle regioni rurali, remote o scarsamente popolate”. Che la Conferenza unificata, riunita presso il Ministero delle Autonomie e degli Affari regionali, ha espresso in data 5 agosto 2016 e il 20 dicembre 2016, la necessità di un monitoraggio sulle attività di consegna da parte di Poste Italiane, evitando disservizi per le aree interne e montane del Paese, in particolare relative alla distribuzione di giornali quotidiani e di settimanali. Che Poste Italiane ha chiuso la prima metà del 2017 con ricavi, inclusivi dei premi assicurativi, a 18 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. Il risultato operati o registrato nella pri a et dell’anno è stato pari a 847 milioni, sostanzialmente in linea con quello di 843 milioni di euro del primo semestre 2016. Che l’ agenda digitale nazionale prevede un coinvolgimento di Poste per l’erogazione della identità digitale unica per l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. I dati di richiesta di Spid risultano molto bassi nelle aree interne e montane del Paese.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI ACQUAPENDENTE IMPEGNA IL GOVERNO E IL PARLAMENTO A: – Attivare ogni possibile azione in ordine al Servizio Postale universale al fine di garantire in tutti i Comuni senza distinzione un servizio postale di qualità e funzionale alla comunità – Individuare con Poste Italiane, in accordo con le Associazioni che rappresentano gli Enti locali, un modello organizzativo specifico per le aree rurali e montane del Paese, attivando sportelli multiservizio, sportelli automatici, servizi di tesoreria a favore degli Enti locali. – Riattivare i servizi di distribuzione giornaliera della corrispondenza, anche grazie all’introduzione dell’operatore polivalente con una particolare attenzione alle aree interne e montane del Paese. – Proseguire il lavoro nel tavolo di concertazione con le Amministrazioni locali per la discussione sull’oggetto dell’ipotetico ridimensionamento al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni più piccoli del territorio nazionale evitando così che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane s.p.a. arrechino disagi ai cittadini – utenti che non vedono garantita l e etti a erogazione di un servizio pubblico di qualità nel rispetto dell’ accordo siglato fra le Poste Italiane Spa e lo Stato. – Impegnare Poste ad attivare, nei Comuni delle aree interne del Paese, cento Postamat per prelievi e versamenti, nuovi servizi negli sportelli, la tesoreria per Comuni e Unioni. ll presente atto viene trasmesso: al Ministero dello Sviluppo economico al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero delle Autonomie e degli Affari regionali, alla Conferenza delle Regioni ai parlamentari all’Anci all’Upi all’Unce all’AgCo e ai CoReCo regionali”.

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