ACQUAPENDENTE – A pochi giorni dalla presentazione ufficiale del programma, il Comune di Acquapendente presenta con una nota informativa l’Edizione 2018 del Carnevale “Quest’anno ad Acquapendente si rinnova la tradizione popolare del Carnevale nelle date del 4, 11 e 13 Febbraio, con la consueta sfilata di carri allegorici e mascherate.

Il Carnevale ad Acquapendente ha una storia antica. La prima testimonianza certa della sua esistenza è del 1589 quando Pietro Paolo Biondi nelle sue Croniche parla di Mastro Battista Alberici, un “manescalco molto valente… è homo splendido, et inventor di far cose nuove in cose di miracoli e devozioni, et mascherate per Carnevale”. Mastro Battista quindi oltre ad ideare rappresentazioni di carattere sacro, si dilettava nel realizzare opere più profane per il divertimento della comunità.Come fossero queste opere non possiamo saperlo, probabilmente diverse dalle più recenti realizzazioni in cartapesta. La prima testimonianza certa dell’uso della cartapesta è del 1923 e in quell’anno uno dei carri era costituito da un enorme grammofono all’interno del quale suonava nascosta un’orchestrina. Il carro era trainato dai buoi come del resto è avvenuto fino agli anni ’50. Poi le tecniche si sono perfezionate ed i carri sono diventati sempre più grandi ed animati. Negli anni precedenti l’ultima guerra erano vivacizzati dalla presenza di giovani mascherati che cantavano canzonette create da musicisti locali. Negli anni ‘50 e ‘60 le strutture raggiunsero dimensioni ragguardevoli e si sviluppa particolarmente il così detto castello, cioè la parte centrale che racchiude tutti i marchingegni che permettono i movimenti dei pupazzi.

Allora i carri erano costruiti da gruppi che si avvalevano dell’inventiva di artigiani che durante l’inverno, non potendo lavorare a pieno ritmo, mettevano a disposizione le loro capacità.Tra alti e bassi quella tradizione è arrivata fino a noi e negli ultimi anni un gruppo di giovani, aiutati da alcuni dei vecchi artigiani, ha fatto proprio l’obiettivo di rilanciare il Carnevale.Perciò anche quest’anno, al rintocco del campanone dell’Orlogione, con davanti a tutti Saltaripe, la maschera che è diventata il simbolo del carnevale aquesiano, i carri e le maschere nei tre pomeriggi previsti arriveranno in piazza, girando intorno alla statua di Girolamo Fabrizio, che nella sua impassibilità da sempre li vede sfilare.

Nel frattempo, sotto il loggiato del Comune, si rinnoverà la Sagra ormai quarantennale della Fregnaccia, iniziata nel 1978 dal gruppo di amici de “La Squadraccia”. Si tratta di una frittella, ottenuta con acqua, farina e grasso delicato del “cianchetto” del maiale, deriva da un’antica ricetta contadina che può essere arricchita cospargendola con formaggio pecorino o zucchero, oppure per i più golosi con della cioccolata.Il Carnevale si conclude poi nella giornata di martedì grasso, al tramonto, con la cremazione di Carnevalaccio. Il fantoccio di Re Carnevale viene bruciato e prima di morire, come ogni anno, lascia ai posteri un testamento scherzoso, in cui si pente di tutte le sue malefatte, promettendo solennemente di compierne altrettante in futuro e da secoli egli mantiene la sua promessa agli aquesiani e ai visitatori che da spettatori diventano attori sempre più coinvolti da un sano clima di scherzo e di allegria.

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