«Con una certa sorpresa – scrive in una nota il Comune di Acquapendente – abbiamo appreso da alcuni organi di informazione che il Ministero delle Infrastrutture avrebbe intenzione di avviare la progettazione di una diga che dovrebbe essere costruita sul fiume Paglia, all’altezza di Torre Alfina, come pubblicamente annunciato da Erasmo D’Angelis, Segretario generale dell’Autorità di distretto idrografico dell’Italia centrale.


Il Comune di Acquapendente non è mai stato informato dell’iniziativa.

Dal punto di vista del metodo è inaccettabile che opere di questa portata vengano incautamente annunciate, senza avere sentito le istituzioni che rappresentano il territorio interessato.

Sul fiume Paglia recentemente è stato attivato, insieme agli altri enti locali afferenti al bacino idrografico, un “Contratto di Fiume” che già si è posto il problema idrogeologico, non sganciato da altre problematiche relative alla valorizzazione del territorio.

Non tener conto di questo prefigura un atteggiamento prevaricatore che non aiuta una corretta e responsabile programmazione.

Nel merito, non conoscendo niente, è impossibile esprimere un’opinione compiuta.

Non siamo esperti di idrologia ma l’idea che le alluvioni di Roma dipendano unicamente dalle piene del Paglia ci sembra un po’ bizzarra, dal momento che il Tevere ha anche altri affluenti, molto più vicini alla capitale e con portate superiori. Comunque rimaniamo in attesa che qualcuno ce lo dimostri.

Accertato questo, non è poi detto che le comunità locali siano favorevoli alla realizzazione dell’opera, le cui caratteristiche peraltro non sono ancora note.

Ci sono valutazioni da fare, prima di tutto di tipo ambientale, perché l’opera sarebbe realizzata su un’area il cui valore naturalistico è riconosciuto da normative regionali, nazionali ed europee che impongono una particolare tutela.

Poi sono necessarie anche altre valutazioni ma aspettiamo di conoscere le caratteristiche della proposta. Immaginiamo che uno studio e un’ipotesi progettuale preliminare già ci siano e chiediamo di conoscerle.

Se non c’è neanche questo, l’annuncio di D’Angelis, oltre che incauto e irrispettoso nei confronti degli enti territoriali e delle popolazioni locali, ricadrebbe nella categoria del grottesco».

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