ACQUAPENDENTE – “Stiamo parlando proprio del protagonista di una storia a lieto fine ambientata nel nostro territorio. Un uccello rapace di medie dimensioni che ha abitudini spiccatamente notturne, caccia una grande varietà di piccole prede come topi, toporagni, talpe, insetti ma anche scoiattoli e altri uccelli e durante il giorno se ne sta pigramente sul suo posatoio a sonnecchiare: il ramo la cavità di un vecchio albero sono il luogo ideale dove mimetizzarsi alla perfezione grazie al variegato piumaggio che lo contraddistingue.

Lo si riconosce facilmente se si avvista, per i tipici ciuffetti che presenta sulle orecchie, e per gli splendidi occhi giallo-arancioni disposti in posizione frontale. Il gufo comune non può muovere gli occhi: in compenso però riesce a ruotare la testa di ben 270 gradi. Nelle ore notturne si spinge fino ai campi coltivati o alle aree aperte, è facile osservarlo ai margini di una strada posato sui cartelli stradali o sui muretti bassi pronto a lanciarsi rapido e furtivo su una nuova preda, ma purtroppo non conosce il rischio a cui và incontro. Infatti, secondo i dtai raccolti sulle strade italiane nel periodo 1990-2000, rispetto agli altri uccelli appartenenti alla stessa famiglia (strigiformi) le morti dovute ad incidenti stradali per i gufi sono più frequenti. Ma il nostro protagonista questa volta si è salvato, Nei giorni scorsi è arrivata una chiamata alla sede della Nostra Riserva da parte di una Signora che ha trovato un gufo ferito nel giardino della sua abitazione. Sulle prime un po’ scettici per il riconoscimento così preciso, ci rechiamo sul posto e constatiamo effettivamente la corretta identificazione della specie. Eh sì, si trattava proprio di u n gufo comune adulto gravemente ferito ad una ala. Trattandosi di specie protetta abbiamo immediatamente allertato il Centro di Recupero Animali (CRAS) della Riserva Naturale Regionale Lago di Vico che ha preso in carico l’animale. Neon nascondo la nostra perplessità sul suo distino vista l’importante frattura riscontrata che in passato veniva considerata talmente grave da preferire la soppressione dell’esemplare. Ma la tenacia e la vivacità del “nostro” rapace hanno convinto i veterinari a tentare un intervento chirurgico per inserire una sorta di chiodo di acciaio speciale (infibulo) nell’omero e montare un ponte esterno che tenesse allineate le due porzioni di ossa. Non voglio neppure nascondere la soddisfazione nel poter rispondere all’ennesima telefonata della Signora Laura che ci chiede notizie del “suo” gufo….

Qualche volta nel tentativo di salvare dal loro destino altri animali selvatici non abbiamo potuto dare nessuna buona notizia ma il nostro amico gufo non è stato soppresso. I veterinari hanno deciso di operarlo. A giorni lo sottoporranno ad un nuovo intervento per togliere il ponte esterno…. Speriamo bene, anche se spesso animali così combinati non riescono ad essere reimmessi in natura. Dopo alcuni giorni siamo noi invece a contattare di nuovo il Centro dove ci comunicano che anche il secondo intervento è andato bene e che il rapace è attualmente in fase di riabilitazione in una delle voliere del CRAS. Il personale del centro nutre non solo buone speranze di guarigione ma pensa sia possibile liberare l’animale in natura anche se non più prestante come prima…. Ma ancora una volta l’amico gufo chi ha stupito ! Recuperato al 100% !! I veterinari basiti annunciano così la notizia. Un grazie speciale al Centro di Recupero per l’importante lavoro svolto dal personale e per il recupero spesso completo degli esemplari di fauna selvatica ed ai cittadini che come la Signora Laura si rivolgono alle istituzioni di tutela. Quando il protagonista della storia verrà liberato bisognerà ricordagli purtroppo, di fare tutela. Quando il protagonista della storia verrà liberato bisognerà ricordargli, purtroppo, di fare attenzione al traffico, ai cavi elettrici, alle prede avvelenate ed a trovarsi un rifugio sicuro fra quelli che rimangono!”

Riserva Naturale Monte Rufeno

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