ACQUAPENDENTE Il 2 febbraio, nella sala Auditorium dell’Hotel Salus Terme gremita di famiglie e sportivi, il Tennis Club Viterbo e i Maestri della Tennis Academy Viterbo hanno presentato per la prima volta a Viterbo una tavola rotonda sull’insegnamento dello sport come strumento di formazione della persona oltre che dell’atleta.

Si è trattato infatti del primo di una lunga serie di appuntamenti che saranno rivolti ad approfondire le dinamiche più complesse che ruotano intorno alla vita degli adolescenti, soprattutto nell’ambito dell’educazione sportiva dove il ragazzo si confronta in modo autonomo con discipline legate alla preparazione fisica ma anche mentale e con la necessità di porsi obiettivi e risultati valutando le proprie capacità. A supporto di questa tesi si sono orientati tutti gli interventi degli ospiti presenti alla tavola rotonda, moderata  dal Presidente del Tennis Club Marco Sabatini. Dopo i saluti delle autorità avv. Fausto Barili per la Tuscia Sporting, avvocati Roberto Alabiso e Andrea Stefano Marini Balestra per il Panathlon club e l’Assessore comunale Alessandra Troncarelli , con delega alle politiche giovanili e ai servizi sociali del Comune di Viterbo, e dopo un richiamo importante da parte dei rappresentanti del panathlon circa la necessità vigilare costantemente  sulle  problematiche legate al doping nello sport giovanile, il dibattitto è entrato subito nel vivo con le relazioni del primario di pediatria di Belcolle dott. Massimo Palumbo e lo psicologo dello Sport nell’età evolutiva Dott. Sammy Marcoantognini,  che da anni promuovono lo sviluppo di questi temi.

I relatori hanno evidenziato come oggi la percezione della pratica dello sport come metodo di apprendimento delle esperienze e come aiuto per la crescita della persona sia oramai diffusa e condivisa non solo dalle organizzazioni sportive ma anche dalle famiglie, più attente rispetto al passato, allo sviluppo dei giovani anche fuori dall’ambiente familiare. Come ha spiegato lo psicologo Marcoantognini, avvalendosi di esempi immediati e di forte impatto sul pubblico, non si può più dividere il tempo del gioco dal resto delle attività ma bisogna considerare questo imprescindibile dalla formazione della personalità di un giovane. Il dibattito si è poi spostato sul concetto di “regola” dello sportivo e sulla possibilità di educare allo sport e alle problematiche che lo sport propone a modo proprio. Sul concetto di regola si è concentrata la coinvolgente relazione del magistrato dott. Massimiliano Siddi della Procura di Viterbo, che ha passato in rassegna l’esperienza e l’analisi dello sport e della sua pratica creando un parallelo con l’ambito della vita civile e evidenziandone la stessa funzione sociale. Altrettanto interesse hanno destato gli interventi dei genitori che educano i propri figli alle discipline sportive e dei ragazzi che dello sport hanno fatto la loro professione, come la venticinquenne giocatrice di tennis Martina Caregaro, che a supporto delle tesi affrontate ha raccontato la sua personale esperienza di vita nello sport agonistico.Dagli interventi quindi si è compreso il significato dello sport come divertimento, dell’importanza di una formazione che non deve essere sopraffatta dall’agonismo e da altre forme esasperate di svolgimento della pratica sportiva, ma grazie alla quale invece i giovani possono imparare a camminare da soli nella vita, avendo come riferimento l’imprinting sportivo in ogni e diversa successiva fase della propria esistenza.Il tennis, come hanno spiegato i maestri Paolo Ricci, Max Affinita e Gino D’Angelo, è uno sport che richiede non solo una tecnica ma la capacità di costruire degli schemi di gioco complessi,  di pianificare delle strategie e porta i giovani a formarsi anche caratterialmente, a porsi davanti alle sfide atletiche così come avviene nella vita; per questo la scuola di tennis diventa anche il luogo della crescita personale, dell’apprendimento delle esperienze legate alla costruzione di una propria identità e non può essere erroneamente considerata solo come un luogo di divertimento fine a se stesso.In chiusura anche un momento tutto dedicato al Tennis Club Viterbo, infatti in occasione della presentazione delle squadre della scuola che parteciperanno ai vari campionati, uno ad uno i ragazzi della scuola sono stati chiamati sul palco chiudendo quindi la giornata con un momento di massima partecipazione e di festa fra tutti i ragazzi, le famiglie e i soci. Il Presidente del tennis club avv. Marco Sabatini ha concluso ricordando che le relazioni presentate sono solo il preludio di un progetto più ampio che riguarda il Problem solving, la capacità di rielaborare le informazioni coordinando istruzioni sequenziali complesse per pianificare una possibile soluzione, e che prevede altri convegni e il coinvolgimento delle scuole di Viterbo e Provincia e ha dato quindi appuntamento a tutti sui campi sportivi del circolo tennis, ma anche in piscina, pallavolo e altre attività.

Paolo Ricci

 

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