ACQUAPENDENTE – L’Associazione “Le Campanelle” rende noto un nuovo comunicato stampa in merito all’Ospedale di Acquapendente. “Siamo felici”, sottolineano, “ di constatare che i nostri appelli sulla situazione del Presidio Ospedaliero locale non sono stati vani.

Abbiamo infatti saputo che, in seguito al nostro ultimo comunicato stampa, che denunciava lo stato di sofferenza dei servizi della struttura ed all’invio del documento di analisi sulle criticità dell’ospedale di Acquapendente, i vertici dell’AUSL di Viterbo hanno convocato un incontro urgente con i responsabili medici degli stessi per discutere le criticità rilevate. Speriamo che sia l’occasione giusta per fare chiarezza e trovare soluzioni condivise ad alcune problematiche. Altro risultato ottenuto è l’apertura del Sindaco, dopo l’invio di diversi solleciti in merito, che ha manifestato l’intenzione di indire una conferenza dei servizi, come da noi suggerito, per definire un percorso, condiviso con AUSL, regione e tutti i Comuni dell’Alta Tuscia per il rilancio della struttura. Ci viene da sorridere considerando come in campagna elettorale venivamo derisi per promulgare una nuova idea di condivisione e tutela del territorio da attuare grazie all’Unione dei Comuni, in particolar modo per la gestione di alcuni servizi di utilità sociale. Oggi coloro che sbuffavano con aria di sufficienza davanti alle nostre dichiarazioni ne stanno facendo uno strumento amministrativo. Ci viene da sorridere quando pensiamo che eravamo stati intimati di non rilasciare dichiarazioni sull’ospedale che avrebbero causato allarmismo nella popolazione: ci sembra che gli unici ad allarmarsi, e con ragione, sono stati ASL e Amministrazione comunale, costretti a prendere provvedimenti di fronte alla realtà dei fatti. Ma in fondo non ci interessa come e perché si raggiunge il risultato quando il premio finale è la ricerca della salvezza dell’Ospedale: noi abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla.

Purtroppo constatiamo un andamento politico che tende a impoverire la nostra struttura ospedaliera, è di questi giorni la notizia che si corre il rischio della chiusura delle prestazioni per senologia e quindi le 900 mammografie che vengono effettuate annualmente nel reparto verranno dirottate in altri ospedali che praticamente possiamo individuare nel polo di Belcolle dove le liste di attesa sono adesso di un anno. Dobbiamo renderci conto che è fondamentale attuare un’azione comune di tutto il territorio per opporsi a questi programmi scellerati.

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