Nell’ambito di una bellissima due giorni, la Parrocchia del Santo Sepolcro di Acquapendente celebra il Patrono S.Ermete.

“Cuore evento” la stupenda pontificale del Vescovo della Diocesi di Viterbo Lino Fumagalli, accolto nella mattinata di Mercoledì 28 presso la Basilica Concattedrale del Santo Sepolcro dal Parroco Don Enrico Castauro, dai Cavalieri di S.Ermete, dalla Confraternita di San Riocco, dal Coro diretto magistralmente dal Dottor Stiffelio Bertoni e da numerose famiglie con bambini che il giorno prima avevano ricevuto l’affidamento della mantellina rossa.

“In questa giornata”, sottolinea il Vescovo, “in cui ci affidiamo alla protezione di Ermete come Comunità viva testimone di Cristo, ricordiamo la Sua Storia. Quella di uno dei primi martiri del cristianesimo. Che dopo aver ascoltato predicare Papa Alessandro I si converte al Cristianesimo. Fino a morire decapitato nella Roma pagana dell’Imperatore Traiano. In questo paese in cui dopo la distruzione della Città di Castro vennero trovate le spoglie, chiamo tutti a riflettere sull’attuale stato del cristianesimo. Solo il 15% purtroppo (e questa è una previsione ottimistica) partecipa assiduamente alle cerimonie religiose. E per lo più sono una generazione di anziani. Nei maggiori paesi europei a religione cristiana le cose non sono migliori. Ed è davvero deprimente notare che alcune dei più bei esempi di chiese romaniche sono in vendita o già trasformate in discoteche, cinema, officine. Sottolineo quindi davanti alle locali autorità civili e militari, la necessità di riappropriarci dell’esempio dei martiri come Ermete. Di iniziare nuovamente a pensare che è necessario vivere di Cristo come nel Vangelo. Partire dal concetto di famiglia come anello unito ed indissolubile. E che il matrimonio non è altro che una tappa per superare insieme incertezze e difficoltà. Viverlo quindi come persone oneste che rispettano doveri e difendono diritti. Lavorando a provvedere a chi non ha. Tutti insieme sentirci quindi comunità viva, a cui si aggiungano sempre nuovi fedeli. Superare questi 50 anni in cui è stato sempre più eroso il concetto di comunità, Ermete ci manda un messaggio di avviare una nuova evangelizzazione. Per ritornare a far riempire chiese oramai vuote. Creando una nuova pastorale di missione e non limitarci a conservare quanto ottenuto”.

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