Presso la “Club House” del Tennis Club Acquapendente, è stata ufficialmente presentata l’ultima fatica letteraria del Giudice Arbitro grossetano Renzo Renzetti.

Dal titolo “La prima chitarra non si scorda: so War Mein Leben” accompagna il lettore lungo le sue 71 pagine senza onestamente permettergli mai di togliere lo sguardo.

Una sorta “di tutto d’un fiato” per immergersi nei contenuti e nelle immagini di otto capitoli: La bianchina, La vacca figliata, il frate da cerca, La calamita, La Mozzettona, La Quinta Liceo, La micologia, O chicco e pepe. Gli eventi sono collegati tra loro da almeno due “speciali fili conduttori”.

L’amore viscerale per un territorio grossetano che trasuda nella sua bellezza di arte, agricoltura e di più chi ne ha ne metta. E l’”universo donna” in tutto il suo caleidoscopio di sentimenti.

L’affetto per la moglie Marcella e le figlie Renza ed Erika, la descrizione gioiosa e goliardica di avventure giovanili di personaggi che, per la loro descrizione, sembrano essere vivi e vegeti davanti al lettore. Fino al rifugio nell’arte di Massimo Cravanzola che le illustra in maniera sopraffina Per chi lo conosce oramai da anni, Renzetti sale rispetto all’ultimo libro un ulteriore “step” nel vastissimo e sempre più affollato mondo della letteratura dilettante.

Perché mantiene sempre un fluido e semplice linguaggio, ma aumenta in “materia grigia” quando affronta argomenti di natura intimistica. Perché non sfocia mai nel “triviale da bettola” ma da buon toscano usa con certosina attenzione ironia e goliardia.

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