ACQUAPENDENTE – In merito all’interrogazione presentata dal Consigliere Regionale Sabatini, sulla presunta illegittimità della vendita dei posti auto in via Cantorrivo, teniamo a precisare quanto segue:

1) dal punto di vista tecnico-amministrativo, a parere degli uffici comunali preposti, non è necessaria alcuna autorizzazione alla vendita, in quanto non risultano vincoli nel finanziamento concesso dalla Regione Lazio e non viene modificata la destinazione d’uso, trattandosi comunque di posti macchina;

2) qualora la Regione Lazio fosse di diverso avviso, cosa che non emerge dall’intervento dell’Assessore Michele Civita, ci sono tutte le condizioni per concordare una soluzione, essendo passati 10 anni dalla richiesta di finanziamento. Ricordiamo che il termine per il vincolo sui finanziamenti europei è di 5 anni;

3) il parcheggio pubblico in questione è sempre stato di difficile gestione, con una scarsa rotazione dei posti macchina e con continui problemi per mantenere la pulizia e il decoro;

4) i proventi della vendita potrebbero essere utilizzati per la realizzazione di un parcheggio a Torre Alfina, dietro la chiesetta del S. Amore, da anni richiesto dalla popolazione della frazione, aumentando comunque la dotazione di parcheggi nel territorio comunale;

5) come è noto, i vincoli di finanza pubblica rendono difficoltoso il reperimento di fondi per le opere pubbliche, perciò ci sembra non solo legittimo ma anche opportuno dismettere il patrimonio disponibile del Comune, di nulla o scarsa utilità pubblica, per finanziare progetti migliori.
Inoltre la vendita permette all’ente di investire, non di fare cassa come si è detto a sproposito;

6) l’Amministrazione Comunale andrà comunque avanti nella vendita dei posti auto e su questo ci preme rassicurare gli acquirenti e tutti i cittadini;

7) l’Amministrazione Comunale di Acquapendente opera nella massima trasparenza e l’accesso agli atti è garantito a tutti.

Se il Consigliere Regionale Sabatini avesse avuto la premura di interloquire in qualche modo con i nostri uffici avremmo sicuramente apprezzato. Si è preferito fare un’interrogazione consiliare senza assumere informazioni dirette, probabilmente su segnalazione di qualcuno, con successivo comunicato stampa, amplificando inutilmente una questione che poteva essere verificata diversamente. Non contestiamo la legittimità dell’atto, poniamo solo un problema di stile perché a nostro avviso il rapporto tra le istituzioni dovrebbe essere improntato ad un altro spirito.

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