ACQUAPENDENTE – Con alcune stupende pagine dedicate alla Riserva Naturale Monte Rufeno, è stato presentato ufficialmente Mercoledì 19 Ottobre il manuale internazionale “Mediterranean experience of eco-tourism” scritto da Andy Drumm, Arnaldo Rodriguez, Carla Danelutti e Luca Santarossa”.

“La guida”, sottolineano da Federparchi Lazio, “ rientra nel progetto MEET. Un’iniziativa finanziata dal Programma europeo ENPI-CBC Mediterranean basin, in cui Federparchi – Europarc Italia è stata capofila di un partenariato di nove istituzioni, ognuna responsabile della politica di conservazione dell’ambiente nel rispettivo Paese.

Le attività hanno avuto inizio a gennaio 2013 e sono terminate nell’ottobre del 2015, coinvolgendo 10 Paesi del Mediterraneo: Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Giordania, Libano, Malta, Spagna, Tunisia, in ognuno dei quali sono state sviluppate due Azioni Pilota in altrettanti Parchi. Alla fine del progetto abbiamo deciso di continuare le attività grazie alla costituzione di un Network tra i Parchi coinvolti e alla azione di un Segretariato in grado di occuparsi della promozione e commercializzazione di pacchetti eco-turistici coordinati dai Parchi E questo manuale ne è l’esempio .” Proprio l’area protetta aquesiana ha svolto in questo interludio di tempo il ruolo di vero e proprio ruolo di “polo di sviluppo del Turismo Sostenibile” nel Mediterraneo. Affiancando altre due aree della penisola: l’area protetta marina del Sinis Sardegna ed il parco pugliese delle Dune Costiere. Sono rientrati nel progetto Jabal Moussa, Tannourine e Riserve della Biosfera & di Natura Edhen (Libano), i Parchi naturali di Port-Cros e delle Cevennes (Francia), i Parchi Naturali marini di Karphatos, Saria, Astakidonosion e Samaria (Grecia), Dana Reserve, Ajloun, Mujib (Giordania) ed infine Cap de Creus, Aiguamolls e Montgrì (Spagna).

“Il cuore del progetto” sottolineano da Federparchi, “è stato quello di inseguire l’ambizioso obiettivo di sperimentare e trasferire nelle aree del Mediterraneo con un’importante valenza ambientale (parchi soprattutto), una serie di strategie di gestione e di strumenti operativi mirati a creare un’offerta turistica per conoscere e vivere in modo autentico, e non mediato da standard globalizzati, le peculiarità e le bellezze locali. Protagonisti di questa offerta sono stati gli abitanti e le realtà locali alle quali il progetto ha fornito strumenti, idee e iniziative individuate attraverso un processo partecipativo mutuato dall’esperienza della Carta Europea del Turismo Sostenibile. Il tutto basandosi sulla convinzione che la circolazione delle idee e delle buone pratiche sulla sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) dell’offerta turistica rappresenti un formidabile elemento di crescita e di riequilibrio per le popolazioni di tutte le sponde del Mediterraneo, uno dei focus principali per il futuro del Pianeta sul quale si stanno confrontando proposte innovative ed esperienze rivoluzionarie. Siamo tutti consapevoli che i fragili equilibri ambientali, economici, sociali e politici di quella che è stata la culla della civiltà mondiale sono a forte rischio di sostenibilità. Verso il Mediterraneo l’Italia ha un’enorme responsabilità, oltre che un oggettivo ruolo di centralità, non solo geografica; attraverso il progetto MEET, insieme agli altri partner abbimo inteso sviluppare in 20 luoghi protetti e speciali del Mediterraneo distribuiti in 10 diversi Paesi una potenzialità inespressa che deriva dalle esperienze realizzate nei nostri parchi, come la Carta Europea del Turismo Sostenibile e altre troppo poco conosciute buone pratiche virtuose.

La consapevolezza che sottende alle attività progettuali ha avuto convergenza sulla necessità di un’azione determinata e conseguente per raggiungere forme di collaborazione che riteniamo indispensabili allo scopo di elevare il grado di attenzione generale dei problemi ambientali incombenti sul Mediterraneo; accrescere la sensibilità degli organismi internazionali nei confronti del ruolo e delle potenzialità del complesso dei parchi e degli altri spazi protetti del Bacino Mediterraneo; portare un contributo di idee, di proposte e di esperienze condivise, fondamentale per affrontare nella regione il tema concreto del rapporto tra la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile delle comunità locali e nazionali. “Il quadro del rafforzare le politiche di Tutela Attiva” sottolinea ancora Federparchi, “ha preso il via dai grandi accordi internazionali in materia ambientale adottati dal Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile, dalla Convenzione sulla Diversità Biologica, dalla Convenzione sul Patrimonio Mondiale Naturale e Culturale, dalla Convenzione sulle Zone Umide d’importanza internazionale e da numerose altre Convenzioni che chiamano ciascuno ad azioni sollecite e innovative. In particolare per quanto riguarda lo specifico delle aree protette in questione, attraverso il progetto MEET, abbiamo anticipare e poi realizzato alcune soluzioni, pienamente convinti che in questo difficile passaggio che vede in crisi globale modelli economici che si sono basati sullo sfruttamento illimitato di risorse non rinnovabili, il ruolo e le esperienze dei parchi possano portare un significativo contributo per ispirare nuovi modelli economici e sociali che tengano conto delle priorità e delle minacce immediate che pesano sulla diversità biologica e sul patrimonio naturale e culturale che, per il nostro Paese e per tutti quelli che si affacciano sul Mediterraneo, sono vitali. MEET è stato un progetto che ha guardato al Mediterraneo ma inteso dare risposte concrete alle esigenze locali attraverso la promozione del sostegno di ogni iniziativa utile a favorire la partecipazione delle comunità locali e regionali, alla definizione e alla attuazione di programmi di collaborazione tra aree protette, operatori economici e cittadini nell’area mediterranea insieme agli amministratori locali, attraverso il confronto, la partecipazione democratica e il supporto tecnico-scientifico che sosterrà ogni passaggio chiave delle numerose attività previste. “Non a caso” chiosa infine Federparchi,“ il Mediterraneo si è trasformato in vera e propria destinazione ecoturistica avanzata Il risultato finale, oltre alla creazione di nuovi pacchetti turistici basati sul “brand” Mediterraneo, è stato la creazione di un’entità associativa aperta, democratica, partecipata e determinata nel perseguimento degli obiettivi di uno sviluppo sostenibile rispettosa dei luoghi e delle culture locali, costituita per scelta politica delle autorità e dei soggetti responsabili del funzionamento o del coordinamento delle aree protette del Bacino del Mediterraneo, che ha agitocon il metodo della elaborazione di piattaforme, programmi e azioni comuni rivolte al riconoscimento del giusto peso e del ruolo adeguato nell’ambito turistico per le aree protette e all’assunzione di responsabilità dirette nell’attuazione delle scelte concordate.

Il Mediterraneo è stato il testimone e il custode della nostra civiltà, negli ultimi decenni l’abbiamo colpevolmente trascurato mettendolo a serio rischio e con lui anche la nostra stessa sopravvivenza. Ora ne abbiamo fatto il protagonista di un progetto di futuro costruito sullo straordinario ambiente che le 500 aree protette del Mediterraneo conservano e su un’economia che valorizzi e sostenga lo straordinario connubio di cultura e natura, unico al mondo, ancora in gran parte inespresso o espresso in modo non sostenibile.