Sabato 08 febbraio, alle ore 17.00, nella Sala Sacchetti di Palazzo dei Priori, secondo
appuntamento con le tradizioni religiose della Tuscia: Don Enrico Castauro, dottore
in Scienze delle Religioni, e Renzo Chiovelli, architetto e storico, parleranno di “Un
segno fatto arte: radici di una comunità. I Pugnaloni di Acquapendente”.

La Festa dei Pugnaloni si celebra la terza domenica di maggio ed è una delle più
antiche celebrazioni folkloristiche della Tuscia. Chiamata anche “Festa di
Mezzomaggio” risalirebbe al 1166, in base alla leggenda che vuole che durante il
dominio di Federico Barbarossa, due contadini avrebbero assistito ad un miracolo, la
fioritura di un ciliegio secco considerata di buon auspicio, per cui insorsero armati di
pungoli e attrezzi da lavoro, cacciando il sovrano e distruggendone il castello. La
festa celebra dunque la libertà riconquistata e vuole essere un ringraziamento alla
Madonna del Fiore.

Si tratta di una festa popolare di grande impatto visivo che ogni anno vede la
partecipazione di moltissimi turisti giunti per ammirare gli straordinari mosaici di
fiori e foglie realizzati su grandi pannelli in legno di 2,6 per 3,6 metri, che vengono
portati in processione tra le vie del borgo medievale. I Pugnaloni vengono realizzati
da diversi gruppi storici (quindici dal 2007) ed ogni anno vi è una competizione che
assegna un premio al migliore.

Al termine della conferenza, Vittoria Tassoni proporrà ai presenti la sua versione del
“buione” lo stufato di carne che si lega per tradizione a tale festività, a cui Diletta
Alessandrelli ha abbinato il vino “Rosso Arcaico” di Andrea Occhipinti.
L’evento si svolge sotto l’egida del MIBACT, con il patrocinio della Curia vescovile
di Civitavecchia Tarquinia e in collaborazione con Pugnaloni e Pro Loco di
Acquapendente.