«Lunedì 7 febbraio in Provincia si terrà un incontro pubblico avente ad oggetto il tema del deposito nazionale di scorie nucleari, dopo invio di ulteriori osservazioni da parte  dalla Regione Lazio.

Sin dalla pubblicazione della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee – scrive Silvia Nardi – ho espresso tutta la mia contrarietà alla possibilità che il deposito di scorie venisse realizzato nella Tuscia, ed in particolare a Montalto di Castro  e Pescia Romana.

L’ho fatto da assessore e da consigliere comunale, continuo e continuerò a farlo in prima persona indipendentemente dal ruolo, sia esso di amministratore o semplice cittadino.

Il nostro comune ha già dato negli anni passati e il nucleare non è un tema che può andare a braccetto con un territorio a vocazione agricola e turistica come il nostro.

Sono sbagliati i criteri della Cnapi, le modalità ed il modo autoritario con cui il Governo ha calato dall’alto questa iniziativa sui cittadini, senza passare nemmeno dalla conferenza Stato-Regioni per sentire il pare di chi il territorio li vive, li conosce e lavora per il loro sviluppo.

Ringrazio pertanto tutti gli enti territoriali e la Provincia di Viterbo che mai si sono fermate con l’obiettivo di scongiurare questa sciagurata eventualità. Grazie di cuore ai comitati che parallelamente agli enti pubblici giorno dopo giorno fanno sentire la loro voce nelle piazze, nelle adunanze pubbliche e nelle sedi governative.

Il no al nucleare non è uno slogan del momento, ma una battaglia per la sopravvivenza e la crescita del territorio».

Articolo precedenteCoronavirus, oggi 493 nuovi positivi nella Tuscia
Articolo successivoRoccalvecce, crollata una grotta e interrotto il traffico in via delle Province