VITERBO – Ogni rapporto uomo-cane è un vero equilibrio, e non può essere unilaterale. Le esigenze di entrambe le parti devono essere rispettate al pieno, come avviene con il rapporto uomo-donna. Il primo errore che molte persone compiono durante la creazione di un legame con il loro cane è lo stesso di quello commesso da molti uomini con le donne: si da per scontato che i loro cervelli funzionino esattamente allo stesso modo dei nostri.

 

La maggior parte degli amanti degli animali insiste nel cercare di costruire relazioni con i loro cani assimilandoli erroneamente con la psicologia umana. “L’umanizzazione” di un cane, è la fonte prima di molti disturbi del comportamento, crea un forte squilibrio, e, viene da solo, che un cane non equilibrato sarà indubbiamente un cane frustrato e agitato. Ci sono cani, che a causa dei nostri errori, conducono la vita stessa dei padroni, assumono un comportamento talvolta dominante, aggressivo o ossessivo, e diffondono addirittura il loro dominio in casa.

 

Una volta attuato maldestramente il nostro tentativo di umanizzazione, solitamente in termini puramente giustificatori, si è portati a pensare che “lui creda di essere una persona”. Questo è totalmente sbagliato; il vostro cane sa di essere un cane Il problema è solo che, non lo sapete voi! I cani e gli esseri umani, si sono evoluti in modo diverso: non hanno gli stessi antenati e hanno sviluppato diverse tipologie e punti di forza e debolezza, che li hanno aiutati a sopravvivere sulla terra. Nel suo libro “Quali animali pensi” il Professor Marc D. Hauser, scrive che specie diverse per sopravvivere, hanno integrato “kit di strumenti mentali” e specifica: L’analogia con questo “toolkit” è un modo semplice per capire la diversità che esiste in natura; noi tutti condividiamo alcuni strumenti, come ad esempio il linguaggio universale di energia, ma alcune specie sono specifiche. Molti strumenti sono comuni per diverse di loro, ad esempio l’olfatto, ma solo per particolari specie svolgono un ruolo fondamentale per la sopravvivenza. Questi “strumenti evolutivi” rendono lo spirito di una specie animale molto settoriale, così ognuno ha una psicologia che è, per molti versi, unica e molto particolare. Non ci si può aspettare che un cane abbia la nostra stessa psicologia, perché lui evolve in un ambiente completamente diverso, e vive una vita completamente difforme da quella di un essere umano. I cani, cosa che tutti dovremmo accettare, sono stati creati per funzioni totalmente diverse dalle nostre.

 

Al solo fine di comprendere meglio la diversa psicologia tra uomo e cane, provate ad immaginare un medico che porta in sala operatoria una serie di strumenti da programmatore di computer o di un idraulico che usi gli strumenti di un violinista per riparare il lavandino. Tutti dispongono di strumenti diversi, perché tutti fanno un lavoro diverso. I cani e gli esseri umani hanno interagito per migliaia di anni in modo molto indipendente, con funzioni totalmente diverse, e solo da pochi anni, l’uomo, pretende che il suo migliore amico, lo diventi a tutti gli effetti, spersonalizzandolo e rendendolo succube di un ruolo che non potrà forse mai sostenere.

 

In tutte le mie lezioni rivolte ai bambini delle scuole di ogni grado sino ai ragazzi dell’università, non ometto mai di specificare che quando tentiamo di umanizzare i cani, non otteniamo nessun effetto se non quello di tagliarli fuori dalla loro realtà. Troppo spesso cerchiamo di amarli come faremmo con un essere umano, ma non entreremo mai realmente in perfetta comunione con loro finché non riusciremo ad imparare ad amarli per ciò che realmente sono.

 

I cani non pensano come gli esseri umani, e la psicologia del cane non è la psicologia umana. L’errore più comune, nel quale purtroppo inconsciamente spesso mi capita di inciampare, è quello di considerare il cane alla stregua del proprio figlio, avendo una profonda paura che considerandolo in modo diverso, si possa in qualche modo perdere il legame profondo che ci unisce; al contrario, invece, tentando di reprimersi e non umanizzandolo, si noterà in brevissimo tempo che quel rapporto non potrà che rafforzarsi.

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