VITERBO – Non smetterò mai di ripetere di evitare se possibile di condurre i cani a passeggio nelle aree a verde urbane.

Le fasi cicliche dei pazzi che, dando sfogo alla loro repressa natura omicida, disseminano dette aree di bocconi al veleno topicida o meglio ancora di carne trita con chiodi e vetri (a seconda delle patologie psichiatriche) sono sempre in agguato. Questa irrefrenabile mania omicida solitamente vede il suo regolare picco nei primi mesi estivi.

La mia raccomandazione, quindi è sempre quella di percorrere le normali strade urbane con asfalto e facilmente controllabili, poi magari nei week-end o nel tempo libero frequentare prati con erba rasa (contro le vipere) al di fuori del contesto cittadino. Possiamo con facilità educare il nostro cane a rifiutare il cibo da sconosciuti all’interno delle nostre proprietà, ma risulta estremamente difficile, se non addirittura impossibile evitare il morso fugace all’appetitoso boccone al di fuori del suo campo di azione.

Questo fa si che il suo repentino morso sfugga alla nostra attenzione ed in men che non si dica il veleno o i chiodi iniziano a minare la vita del nostro migliore amico. Troppo spesso purtroppo, i repentini ricoveri dai veterinari risultano vani, se la quantità di veleno usata è ingente, i danni interni saranno tali da non consentire ne un trattamento farmacologico ne chirurgico. Per questo motivo raccomando ancora una volta di non lasciare mai il cane correre da solo nei nostri simil prati cittadini, di tenerlo sempre ferreamente a guinzaglio da 1,5 metri e di non lasciargli mai annusare o leccare oggetti per la strada, spesso il chiodo viene nascosto in una semplice pallina di vario cibo all’apparenza innocua.

Si, mi rendo conto che questo diventa estremamente complicato, ma come possiamo vedere dalle cronache di questi giorni, anche le menti malate lo sono e per tutelare il nostro amico peloso, un po di attenzione val bene la sicurezza.

Leonardo De Angeli

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