VITERBO – Viviamo in un secolo dove lo svantaggio delle persone diversamente abili, per nostra fortuna sembra essere stato ampiamente superato, i preconcetti esauriti e le “possibilità” ormai equiparate.

Da bravo animalista, vorrei potermi permettere di pensare che lo stesso trattamento potrebbe essere applicato anche ai nostri migliori amici. Mi pregio, solo a titolo puramente indicativo, di presentarvi (vedi foto) uno spettacolare esemplare di Boxer bianco, erroneamente definito “albino”e di potervi descrivere perchè esso abbia questo particolare mantello. Il boxer ha origini piuttosto recenti e riconducibili alla fine del diciannovesimo secolo. Nasce grazie a Friederich Roberth, ufficiale dell’esercito coloniale tedesco, che aveva avuto modo di accedere agli studi per la preparazione di cani militari degli eserciti germanico, francese e russo. Roberth maturò l’idea di dar vita ad una razza canina tedesca da impiegare in guerra il cui carattere ed equilibrio dovevano trovar posto in corpo agile e potente. Per questa selezione scelse il Bullenbeisser ed il Bulldog inglese. Dall’accoppiamento di questi, nacque il primo boxer iscritto nell’albo delle origini. Introdusse il bianco nella razza per mezzo di una bellissima fattrice bianca, da cui, in poche generazioni, si giunge ai grandi riproduttori.

Questo piccolo cenno di storia, per far capire a coloro i quali oggi si permettono il lusso di giudicare, alienare o sopprimere i cuccioli di Boxer bianco, solo in virtù di una errata convinzione che esso sia malato, albino, e pieno di malattie in verità inventate.

L’esclusione dall’albo dell’E.N.C.I non interessa a nessuno, eccezion fatta per pochi maniacali cultori ed allevatori senza scrupoli, quello di cui vorrei occuparmi invece è della soppressione del cucciolo nato bianco, da parte di normali padroni sconsiderati.

Per anni il boxer bianco  stato screditato e additato quale sintomo di errata selezione. Questo ha portato molti allevatori a nasconderli per evitare di farsi cattiva pubblicità ed a diffondere insane notizie riguardo la sua salute. Oggi fortunatamente la coscienza comune dovrebbe accettarli in quanto prodotto ineliminabile dalla selezione e meritevole del giusto riconoscimento. Soltanto in questo modo si segnerà un passo importante nella storia della razza (che a me poco interessa) ma, quel che è essenziale è che si garantirà un futuro migliore a quei cuccioli che vengono ingiustamente e brutalmente strappati alla vita.

Leonardo De Angeli

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