VITERBO – Il guinzaglio è forse lo strumento più importante per l’obbedienza, la formazione e le attività giornaliere.

Inoltre la legge impone il suo uso (max 1.5 metri non estensibile) in ogni situazione. Far accettare al nostro cucciolo il guinzaglio, non è cosa facile, per questo , al fine di evitare pericolosi errori, si dovrebbe cominciare con la “fase di inizializzazione”, aspettandoci sin da subito che egli non sarà di certo remissivo.. Il nostro cane farà esattamente ciò che noi faremmo, comincerà quindi a dimenarsi tentando di distaccarsi da quella incomprensibile morsa, non comprendendo, almeno sulle prime, le nostre repentine azioni e ragioni. Tentando di eseguire questo passo con rabbia o troppa determinazione, quindi, il nostro cane non potrà far altro che associare quanto accade ad una sorta di crudele punizione e collegherà ben presto il guinzaglio ad una fuga repentina. Il sistema migliore per inizializzarlo giocosamente e senza stress, si trova guarda caso proprio nell’ambiente familiare, aree dalle quali il cane non può scappare e che sente al tempo stesso tranquille e prive di ogni altro input esterno; sarà bene quindi scegliere ad esempio un grande garage o più semplicemente il corridoio della nostra abitazione. Poche semplici mosse, ma di sicuro effetto: chiamiamo il nostro cucciolo esortandolo a raggiungerci per evitare di essere noi a compiere il primo traumatico passo; non appena arrivato premiamolo con un biscotto per cani, quindi in modo più possibile delicato, inseriamo il guinzaglio sul suo collare, lasciando ora che esso si allontani da noi.

Quando si renderà conto di essere trattenuto, prima ancora che tenti di dimenarsi, richiamiamolo repentinamente e premiamolo ancora. Ripetiamo questa azione più volte, almeno sino a quando il cane non si divincolerà più dal guinzaglio sentendosi costretto e, solo allora, compiamo un giocoso tour della casa tenendolo fermamente al guinzaglio ma continuando a giocare con lui premiandolo per ogni sua azione. Solo in questo modo lui assocerà sin da subito il guinzaglio al gioco e alla nostra presenza. Dopo aver progredito in questa formazione il nostro cane mostrerà più fluidità nel momento di compiere il passo successivo e iniziare a starci accanto al guinzaglio nei diversi ambienti. Aspettiamoci di certo che egli non sarà così arrendevole al centro di un parco pubblico, come lo è stato nelle nostra casa, quindi vorrei suggerirvi di usare (se necessario) un guinzaglio più lungo del solito, in modo tale da consentire al cucciolo una breve corsa per raggiungervi e ritirare il premio.

Uno dei primi errori in cui i proprietari incorrono più frequentemente, prima ancora di mettere un guinzaglio al proprio cane è quello di dimenticare, o non essere più semplicemente consapevoli del fatto, che lui non sa il perché, ne tanto meno percepisce il motivo del nostro disperato bisogno di tenerlo forzatamente accanto a noi. Per qualche astruso motivo ci aspettiamo sempre che non appena messo un guinzaglio al nostro cane, egli cominci militarescamente a stare rigorosamente al nostro fianco, seguendoci senza opporre alcuna resistenza. A tutti i sognatori di questa improbabile procedura , mi preme comunicare, che la maggior parte dei cani prova un naturale disagio nel camminare strettamente al nostro fianco. Questa pratica, limita in modo ferreo il loro spazio vitale, rendendo quasi impossibili per loro i normali rapporti con gli altri cani e con il territorio circostante. Nel ribadire sino allo spasimo che il nostro cane ha ancora le ancestrali abitudini e istinti del lupo è bene ricordare che il guinzaglio, associato alla nostra stretta vicinanza, stanno al cane, come le manette stanno ad un umano.

Essi sono di certo consapevoli di quanto sopra descritto, ma per il nostro incondizionato amore, ci seguono e ci “scortano” in condizioni di elevato disagio, in quanto, amo ripetere, il guinzaglio interferisce con la loro normale percezione. Sarebbe utile, al fine di una corretta interpretazione, essere coscienti che è del tutto innaturale per un cane camminare al nostro ritmo segnando il nostro passo e che in ultima analisi, non vi è alcuna ragione plausibile che spinga un cane a camminare su un lato specifico piuttosto che l’altro, anzi, lui sarà perennemente ossessionato dall’enorme dilemma di dove collocare se stesso.

Leonardo De Angeli

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