VITERBO – “La valutazione e il trattamento del dolore sono stati trascurati per troppo tempo, mentre attualmente costituiscono una sfida, sia dal punto di vista medico (il dolore è inutile, pregiudizievole e pericoloso) che etico e legale. Sono state messe in atto tecniche recenti che conferiscono dignità a questo capitolo della medicina veterinaria.

 

Il dolore inizialmente rappresenta un segnale d’allarme che consente all’organismo di apportare se è possibile, una risposta di adattamento (dolore fisiologico) se non viene controllato, tende ad amplificarsi e ad indurre una cascata di complicazioni a livello organico e psicologico, altamente dannose (dolore patologico).

 

Un trattamento efficace nei confronti del dolore patologico indica conoscenze specifiche riguardo gli antalgici, il loro utilizzo ottimale e nello stesso tempo è necessaria l’acquisizione di una semeiologia (studio dei sintomi) che permetta di valutare la causa e l’importanza del dolore, al fine di razionalizzare le scelte dei farmaci e delle tecniche da utilizzare (cit. Prof. Robert Moraillon).

 

Traumi: da quelli causati dalle autovetture (investimenti), a incidenti “professionali” (nei cani da caccia o da pastore sono frequenti danni causati da tagliole, fili spinati o vetri ecc.) che, nella maggior parte dei casi, provocano danni a carico degli arti (rottura, lussazioni, tagli più o meno profondi). Sintomi dolorosi: guaiti, mugugni, aggressività o stato catatonico, aumento della frequenza cardiaca, respiro affannoso.

 

Fratture e/o lussazioni: si verificano molto spesso dopo un salto o una caduta, oppure in seguito a un investimento da parte di un’auto.

 

Sintomi dolorosi: i cani tendono a continuare a camminare (a parte casi particolarmente gravi) cercando di non caricare l’arto rotto anche se si lamentano con guaiti, latrati, e tendono a non farsi toccare la parte dolente anche se aumenta la loro frequenza cardiaca e il respiro diventa affannoso.

Morso di un altro animale: a seguito di una zuffa con altri cani o, nel caso dei cani da caccia, specie di quelli impegnati nella caccia al cinghiale, si possono avere lesioni a causa di morsi e/o zannate del cinghiale stesso. Sintomi dolorosi: guaiti, mugugni, aggressività, respiro affannoso

 

Coliche: sono una delle cause più frequenti di dolore acuto nel cane. Sono caratterizzate da disturbi che colpiscono specialmente i cani di media/grande taglia e possono essere generate dalla presenza di calcoli o da una ridotta motilità intestinale (anche i cani soffrono di stipsi) a fronte di un’alimentazione non adeguata (capitano spesso con i cuccioli quando passano dal latte materno al pasto umido o secco).

 

Sintomi dolorosi: oltre a guaiti, mugugni, irrequietezza esagerata, respiro affannoso, il cane appare rigido e si lamenta quanto viene toccato (sindrome dell’addome acuto)

 

Occlusioni intestinali: dovute spesso all’ingestione di corpi estranei (ex sassi, ossa frammentate) o, più raramente a cambiamenti di posizione dell’intestino (volvolo, intussuscezione) o neoplasie. Sintomi dolorosi: il cane si lamenta, non mangia, tende a muoversi poco, modifica le proprie abitudini.

 

Otiti: si tratta di un’infiammazione di diversa origine :batteriche, micotiche, parassitarie, da corpi estranei (ex forasacchi). Sintomi dolorosi: l’animale scuote frequentemente la testa, cerca di grattarsi le orecchie con le zampe, si lamenta e mugugna, non si fa toccare la parte, può manifestare anche atteggiamenti aggressivi.

 

Interventi chirurgici: a seguito di un qualsiasi intervento chirurgico, il periodo post operatorio può essere molto doloroso in relazione alla chirurgia praticata ( ex chirurgia addominale o ortopedica). Sintomi dolorosi: lamenti, stato catatonico.

 

Malattie neoplastiche: alcune neoplasie possono causare atroce dolore, ad esempio l’osteosarcoma. In queste casi, quando la prognosi infausta non lascia speranze, la terapia del dolore è l’unica praticabile”.

 

A seconda dell’intensità del dolore è bene intervenire con antidolorifici, che consentiranno all’animale di recuperare il proprio benessere e di diminuire eventuali danni cardiovascolari, polmonari, gastrointestinali, lo sbilanciamento dei fluidi e degli elettroliti oltre a limitare la sofferenza. La terapia deve comunque sempre essere decisa dal veterinario che saprà valutare quando effettivamente è il caso di somministrarla.

 

Per molto tempo il dolore negli animali è stato ignorato, giungendo anche a negare che gli animali potessero soffrire. Cartesio considerava il dolore come una sensazione psichica, inseparabile dall’anima e, pertanto, inconcepibile in un animale (non dimentichiamo che la questione sull’anima degli animali continua ad essere, ancora oggi, dibattuta, purtroppo). Per questo motivo gli scienziati non si sono interessati alla sofferenza degli animali fino a poco tempo fa, quando si è scoperto che la percezione del dolore è comune a quasi tutto il regno animale e che può essere valutata in maniera oggettiva. Il cane non soffre in silenzio ed esprime il suo dolore in modi differenti. Spesso il cane nasconde di provare un qualche dolore: questo si spiega con il fatto che in natura quanto meno si mostra la debolezza tanto più c’è la possibilità di sopravvivere. Questo però non vuole dire che il cane non senta il dolore sia dal punto di vista fisico che psicologico.

 

Bisogna saper riconoscere il linguaggio che utilizza il nostro amico peloso per esprimere una sensazione di dolore. Gli uggiolii, gli abbai, i lamenti possono essere senza dubbio espressioni di dolore, ma non sempre il cane li emette. Le espressioni vocali, comunque, sono spesso collegate a un dolore acuto che provoca anche un’accelerazione della frequenza respiratoria (e conseguente affanno del cane) o una respirazione “di pancia”. Se un cane ha un qualche dolore, senza dubbio reagisce quando lo manipolate: toccatelo, quindi, con una certa frequenza, sia per massaggiarlo, che per accarezzarlo e per accertarvi del suo stato di salute generale.

 

Tenete presenti anche altri fattori che possono suonare come campanelli d’allarme: per esempio, un cane che soffre di artrosi, avrà problemi a muoversi, zoppicherà e avrà qualche tremolio; il dorso arcuato spesso accompagna dolori addominali (c’è anche la cosiddetta posizione dell’orante in cui il cane sta in piedi, in posizione arcuata e immobile, come fosse in preghiera: tale posizione indica che il cane sta soffrendo molto per qualche dolore addominale); l’animale evita alcune posizioni per riposare o non trova quella giusta e si muove in continuazione. Anche altri fattori possono indicarci che il nostro amico peloso sta soffrendo: l’apatia o la troppa agitazione con conseguente leccamento della zona dolorante; l’alterazione dell’appetito come anche delle sue abitudini; alcuni cani mostrano segni di depressione quando stanno male mentre altri diventano aggressivi. Guardate anche gli occhi del vostro cane: spesso quando è malato questi perdono di luminosità, come anche potrebbe avere la fronte corrugata, le labbra alzate e la lingua potrebbe compiere movimenti velocissimi. In estrema sintesi, osservate sempre il vostro cane: solo così potrete rendervi conto dei cambiamenti che mette in atto quando c’è qualcosa che non va.

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