VITERBO Bighellonando per le spiagge e frequentando, come è d’uopo in estate, i ristoranti, bar e ogni sorta di luogo pubblico, mi rendo sempre più conto che solo pochissime persone, una percentuale del tutto irrisoria, sarebbe degna di possedere un Cane.

Io, che ho sempre avuto sin dalla tenera età, una innata irascibilità nei confronti di chi maltratta gli animali a qualsiasi titolo ed in qualsiasi modo, mi rendo conto che il più delle volte il cane, se pur voluto, rappresenta un peso o una sorta di bambolotto da usare a nostro esclusivo piacimento, peccato solo che non abbia un doveroso interruttore dietro alla schiena.

Vedo una miriade di bulli che mettono in bella mostra feroci molossoidi che fanno deliziosamente “pandant” con i loro tatuaggi e le loro facce da duri, ma nel momento in cui il cane sfoggia le sue normali, quanto meravigliose, peculiarità tirando il guinzaglio o abbaiando ad altri cani, li sommergono di calci e pugni per evitare che essi esprimano al pieno il loro “diritto di essere Cani”.

Non posso fare a meno di notare altresì centinaia di piccoli cagnolini riposti come borse sotto i tavoli dei ristoranti da cui “padroni” inflessibili, pretendono il religioso silenzio e una disciplina degna di un collegio di educande svizzere, che al minimo cenno di vita non esitano a mollare poderosi calci al fine di sedare il loro istinto naturale.

In base a questi sparuti esempi e relativamente a centinaia di altre occasioni che i “finti padroni” hanno per violentare la natura dei nostri amici pelosi, permettetemi un consiglio da animalista e comportamentalista: COMPRATEVI UN PELUCHES, avrete in tal modo sempre a disposizione un amico che non sporca, non abbaia, non sbava, non lecca, non necessita di particolari attenzioni e, soprattutto, potrete sfogare su di lui tutta la vostra rabbia repressa e l’indisponibilità a confrontarvi con un essere vivente. Vi prego di scusare la mia spietatezza, che tra l’altro mi distingue, ma, credo di parlare a nome di tutti i veri amanti dei cani e degli animali in genere, non ne possiamo più di maghi del fai da te che credono di educare maldestramente (e pericolosamente) cani di ogni dimensione a suon di botte e violenze.

Mi farebbe piacere dire a queste cinture nere in erba, che l’effetto che otterranno sarà esattamente e diametralmente opposto a quello sperato. Con la violenza non si educano di certo ne figli ne Cani, ma si creano, in entrambe i casi, piccole batterie ricolme di odio e rancore o paure e terrori che prima o poi rilasceranno tutte le loro angosce in un unica soluzione con tutte le ripercussioni che ora per motivi di spazio non sto qui a specificare.

In ultima analisi, se vorreste aggiungere alla vostra vita un amico fedele e non ne siete assolutamente in grado, ……. per pietà, evitatelo e recatevi presso un negozio di giocattoli.

Leonardo De Angeli
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