Mercoledì 17 aprile 2019 (ore 15.15 / ore 21.00) – (Lubriano, Palazzo Monaldeschi)

Nella Valle dei Calanchi, a Lubriano (Viterbo), lo scrittore argentino Juan Rodolfo Wilcock – che scelse l’Italia come seconda patria e l’italiano come lingua d’adozione – trascorse gli ultimi anni della sua vita. Mercoledì 17 aprile, in occasione del centenario della sua nascita, la città ha deciso di celebrare questo autore straordinario una giornata di studi intitolata “L’eternità immutabile”, a poche settimane dalla ripubblicazione da parte di Adelphi di una delle sue opere più amate: “Il libro dei mostri”.  Per ricordare l’autore, lo scorso anno è stato inaugurato anche  il “Sentiero Wilcock”, una passeggiata che incontra la casa dello scrittore e, soprattutto in primavera, offre ai visitatori una vista inedita e spettacolare sulla Valle, candidata a diventare ‘patrimonio Unesco dell’umanità’.

Interverranno Giorgio Nisini, scrittore e saggista; Maria Gabriella Dionisi, ispanista, Università della Tuscia; Paolo Mauri, critico letterario e giornalista, a lungo responsabile delle pagine culturali di Repubblica; Roberto Deidier, poeta e saggista, professore ordinario di Letterature comparate nell’università di Enna “Kore”; Raffaele Manica, saggista e critico letterario, Università di Roma “Tor Vergata”; Natascia Cappa, Rutgers University, New Jersey; Andrea Gialloreto, Università «Gabriele d’Annunzio» di Chieti-Pescara; Giorgio Patrizi, critico letterario, Università del Molise; Ricardo Menéndez Salmón, scrittore e giornalista spagnolo attualmente in residenza a Lubriano per Wilcock Festival; Matteo Lefèvre, saggista, traduttore e ispanista, Università di Roma “Tor Vergata”; Giovanna Fiordaliso, ispanista, Università della Tuscia.

“Un convegno per il centenario dalla nascita di Wilcock – dichiara Giorgio Nisini, responsabile scientifico di Wilcock Festival – rappresenta l’occasione per riflettere su un autore anomalo nella storia culturale italiana, un autore dimenticato ma ancora molto apprezzato da un certo pubblico – un pubblico trasversale, di specialisti, di giornalisti, di teatranti, ma anche di lettori inaspettati come Jovanotti. La sua opera proviene da una tradizione umoristica di matrice anglosassone precipitata nella cultura enciclopedica, dantesca e labirintica di Borges, e riformulata in una lingua e in una cultura completamente nuova, quella italiana. Un autore come lui ci mostra chiaramente quanto una produzione letteraria in lingua italiana che provenga da uno scrittore non italofono, possa introdurre nella letteratura italiana stessa, nei suoi canoni, nei sui stereotipi narrativi e interpretativi, degli elementi di straniamento e di innovazione. Nel leggere Wilcock, scrisse una volta Pasolini –  che lo fece recitare nel ruolo di Caifa nel “Vangelo secondo Matteo” – «provo un leggero senso di terrore […] un disagio sottile…»; e questo perché Wilcock ci pone di fronte all’inferno dell’esistere, che lui osserva con un «ridente sguardo»”.

Programma:
Ore 15.15 – Giorgio Nisini, Introduzione ai lavori. Realtà e surrealtà nell’opera di WilcockPaolo Mauri, Arrivano i mostri – Maria Gabriella Dionisi, Juan Rodolfo Wilcock e l’ispanoamericanismo italiano
Roberto Deidier, Dagli indiani agli etruschi: la sociologia urbana di Wilcock
Ore 17.30 – Raffaele Manica, Le realtà abnormi – Natascia Cappa, Juan Rodolfo Wilcock: riflessioni critiche di un poeta – Andrea Gialloreto, L’enciclopedia delle eccezioni – Giorgio Patrizi, “Il mondo è per te”. La solitudine dell’iconoclasta
Ore 19.30 – Conversazione in pubblico con Ricardo Menéndez Salmón – Intervista di Matteo Lefèvre e Giovanna Fiordaliso

Il convengo per il centenario della nascita di Juan Rodolfo Wilcock è realizzato all’interno del Wilcock Festival (Lubriano, Palazzo Monaldeschi, ottobre 2018 – Aprile 2019), un’iniziativa organizzata dal Comune di Lubriano con il sostegno di Regione Lazio e in collaborazione con il Festival Quartieri del’Arte.
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