«Caro Francesco Bigiotti,

ci duole constatare, anche se conoscendoti non ci stupisce, – scrive Alessandro Landi del Gruppo consiliare di minoranza, Uniti per Bagnoregio,  in una lettera aperta – che hai ben architettato le tue mosse politiche già da tempo. Che poi non siano strategie tattiche per la comunità, ma questioni più prettamente personali, è tutt’altra cosa. Pur sapendo che, dopo appena due mesi (o poco più) dall’esito delle elezioni, avresti lasciato il Consiglio Comunale per ricoprire la carica di Amministratore Unico della neocostituita “Casa Civita S.r.l.” (società partecipata al 100% dal Comune di Bagnoregio), ti sei ugualmente prestato al giochetto del “traino” (o “specchietto delle allodole”) della lista, approfittando della buona fede di centinaia di elettori bagnoresi. Ti sei servito dell’onestà intellettuale dei tuoi concittadini per far vincere la compagine dell’attuale Sindaco, dopo di che non ti sei fatto scrupoli a “mollare” il posto da consigliere per dirigere la società multiservizio che, evidentemente, faceva più gola per tutta una serie di logiche motivazioni. Fai bene a fare quello che fai, ognuno nella vita è libero di seguire le proprie scelte e di coltivare le proprie ambizioni, ma chi ti ha dato la preferenza, chi ha creduto in un tuo eventuale ruolo all’interno del palazzo comunale e chi ti ha seguito nella campagna elettorale sapeva del tuo “trabocchetto” alla “prendo i voti e scappo”, probabilmente già concordato a tavolino?

Per l’amor di Dio, nulla di illegale, nulla di illecito, ma la politica dovrebbe essere prima di tutto etica e rispetto per il suffragio popolare, ma, a quanto pare, nel tuo caso, non c’è stata nell’una e nell’altro. Non abbiamo fatto in tempo a metterci seduti sui banchi consiliari che già, a distanza di poche settimane dall’urna, avevi lasciato il posto, e alla velocità della luce. Sapevi anche che il tempo sarebbe stato tiranno, poiché molto a breve, come abbiamo fatto presente nell’ultimo Consiglio Comunale dello scorso 31 Agosto, sarà emanato il decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri che definirà i requisiti di “professionalità” degli amministratori delle società partecipate, in base al quale non avresti avuto, probabilmente, le caratteristiche per essere nominato. Tutto calcolato sin nei minimi dettagli, un piano perfetto!

E per di più, il tutto a dispetto del pronunciamento del Revisore dei Conti che ha espresso parere “non favorevole” alla deliberazione della costituzione della partecipata!

Tuttavia, eri consapevole che per sedersi sulla “succulenta” e ambiziosa seggiola di “Casa Civita” era necessario vincere, e per farlo serviva il tuo nome, da capolista, tra i 12 in lizza per la competizione del 26 Maggio. Il caso vuole che sono stati proprio i tuoi 325 voti (che in una competizione a 2 liste contano doppio) e la tua candidatura “carismatica” a decidere le sorti dello spoglio. La domanda allora ci sorge spontanea. Ma di tutto questo era a conoscenza la cittadinanza prima che si recasse all’urna? Di tutto questo ne erano a conoscenza gli altri (attuali) consiglieri di maggioranza, Sindaco compreso? Perché se la “genialata” era già stata messa in conto dai tuoi sodali (e da tempo) allora c’è da preoccuparsi seriamente.

A noi suona molto di tradimento verso il popolo, tradimento tuo e di chi ti circonda, anche se nulla ormai ci sbalordisce più dopo i prevedibili “compromessi” che il vostro partito di riferimento (il PD) è stato capace di fare a livello nazionale in questi ultimi giorni. Nulla sbigottisce più l’elettorato, tutto è possibile, ma così facendo non si dà il buon esempio in campo politico a coloro (pochi) che sperano ancora in amministratori seri e COERENTI!»