Leggiamo, ormai da tempo, articoli e considerazioni semplicemente farneticanti a firma di Torricelli e Marchetti in merito alla realizzazione della farmacia comunale e crediamo siano maturi i tempi per una replica. 

Chiariamo partendo dalle basi. L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è semplice ed era un impegno politico chiaro già presentato agli elettori nel programma elettorale nel 2016: impiantare un importante e utile servizio pubblico al centro storico al fine di contribuire in maniera determinante alla sua riqualificazione e miglioramento dei livelli di vivibilità.

Registriamo quindi con stupore la contrarietà di Marchetti e Torricelli verso un’operazione che, oltre a rivitalizzare il centro storico, nell’immediato fa incassare al Comune centinaia di migliaia di Euro e in prospettiva garantirebbe una preziosa entrata extra-tributaria grazie agli utili che questa farmacia potrebbe produrre.

Non sostenere questa difficoltosa ma ambiziosa operazione significa schierarsi per un inaccettabile conservatorismo nonché tutelare indirettamente un interesse di natura privata piuttosto che perorare l’interesse generale della collettività.

In merito all’allarme di danno erariale gridato ai quattro venti da Marchetti e Torricelli, siamo al paradosso logico. I due, dichiaratamente contrari a questa operazione, di fatto sostengono che, visto il valore di partenza stimato in 350.000,00 Euro, per evitare il danno erariale sia preferibile rinunciare totalmente ad avere un incasso piuttosto che accettare i 270.000,00 Euro offerti! Un mix tra finanza e logica creativa!

Purtroppo, il ricorso al TAR avanzato delle proprietarie della farmacia attualmente esistente, ha spaventato il partecipante al primo avviso d’asta pubblica e l’offerta di Euro 370.000,00 Euro è stata ritirata. Ma se comprendiamo la posizione delle farmaciste e la loro legittima volontà a tutelare i propri interessi, risulta estremamente più difficile capire come la posizione di Marchetti e Torricelli possa collimare con l’interesse particolare delle ricorrenti che in questo caso è opposto a quello generale dei cittadini perseguito dell’Amministrazione Comunale. Tra i legittimi interessi di un’attività privata e gli altrettanto legittimi interessi del Comune che rappresenta tutti i cittadini, ci meraviglia la scelta di campo dei due politici locali.

In merito alla procedura con la quale si è arrivati all’offerta di 270.000,00 Euro, invece, siamo netti: hanno lavorato a quella soluzione funzionari pubblici, avvocati e il tutto alla fine dovrà essere definito e avallato da un notaio. Preferiamo fidarci dei nostri collaboratori piuttosto che ascoltare improvvisati esperti di diritto amministrativo.

Comunque, sull’eventuale accettazione di questa offerta si esprimerà nei prossimi giorni il consiglio comunale.

Per concludere, la posizione politica di Marchetti e Torricelli avrebbe questa ricaduta:

1. privare il centro storico e la comunità tutta di un nuovo importantissimo servizio farmaceutico, nonostante la licenza regionale concessa nel 2009;

2. rinunciare a 270.000 Euro subito e ai potenziali utili da reinvestire a beneficio della comunità.

Non ce ne vogliano Marchetti e Torricelli ma preferiamo continuare a lavorare per aprire la farmacia comunale, con determinazione e impegno massimi, nonostante le tempistiche molto ristrette e le difficoltà che stiamo incontrando lungo il percorso, nel solo interesse della collettività.

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