BASSANO ROMANO – “Molte sono state in questi giorni le polemiche rivolte verso le iniziative che l’ Ente Universitario Agrario di Bassano Romano ha attuato per la salvaguardia delle risorse boschive della collettività bassanese, anche in contrasto con la normativa regionale.

Le determinazioni regionali di approvazione del PGAF delle aree boschive della Università Agraria, rispetto al quale il Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano ha posto il nulla osta, risalgono rispettivamente al 18/02/2008 e al 03/07/2008, mentre la determina regionale di esecutività è datata 30/09/2008, dimenticando nella maggior parte dei casi che il piano di gestione e assestamento forestale (PGAF) e’ l’unico e inderogabile (a meno dei casi espressamente indicati) strumento di gestione delle risorse boschive dell’Ente.

Chiarita la inderogabilità del PGAF approvato, pur non sussistendone i presupposti, in data 06.02.12, l’Università Agraria ha concluso una convenzione con il Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano, attraverso la quale veniva diminuito sensibilmente il numero di piante destinate all’abbattimento rispetto alle indicazioni del PGAF, in relazione all’area boscata ricadente sulla particella forestale n. 16. Sennonché, con due comunicazioni trancianti la Regione Lazio CENSURA E INVITA L’UNIVERSITA’ AGRARIA A NON PORRE IN ESSERE INTERVENTI NON PREVISTI E NON AUTORIZZATI DAL PIANO.

La svolta decisiva per l’ Ente arriva con la riforma normativa Regionale (introduzione dell’art. 34bis L.R. 39/02. L’art 17, co. 30, L.R. 14/08/2017 n. 9 ha inserito l’art. 34 bis nella L.R. 39/02). In effetti, l’ Ente che gia’ dal 2012 aveva tentato ogni strada, reputata illegittima dalla Regione Lazio, si muove per ottenere almeno un ridimensionamento del programma di taglio boschivo e con missiva del 31.08.2017 si rivolge alla Regione Lazio chiedendo di poter fermare IL TAGLIO DEI BOSCHI!!!!!!!

Dunque, la prima vera, formale richiesta rivolta alla Regione Lazio proviene dalla Università Agraria di Bassano. Quando ancora tutti stavano a guardare cosi come la stessa Regione Lazio che nulla indicava in merito ne’ l’ Assemblea Regionale aveva avuto l’accortezza di segnalare, e’ giunta immediata la richiesta di chiarimenti da parte dell’ Universita’ con contestuale insistita istanza di sospendere il taglio.Nessuna richiesta di emendamento e’ provenuta da nessuna parte politica, dunque nessun merito politico o istituzionale. Difatti nella comunicazione della Regione Lazio del 26/10/2017, con la quale la Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali ha disposto la sospensione dell’esecuzione di ogni intervento di silvicoltura cosi’ si legge: “ Con la presente si riscontrano le note inviate dall’ Universita’ agraria di Bassano Romano e del Parco Regionale Bracciano – Martignano, …, relative alla richiesta di chiarimenti in merito alla cogenza del divieto di taglio introdotto rispetto agli interventi di utilizzazione previsti all’interno del PGAF dell’ Universita’ agraria approvato e reso esecutivo”.

Ed allora non resta che dire grazie, grazie e ancora grazie all’UNIVERSITA’ AGRARIA DI BASSANO ROMANO per aver salvaguardato anche a costo di infrangere la normativa vigente il patrimonio boschivo senza perdersi in polemiche di basso profilo, quando tutti (a partire dagli schieramenti politici) rivolgevano l’attenzione altrove. Grazie per aver immediatamente preso atto della novella normativa (art. 34 bis L.R. 39/02, introdotto con L.R. 14/08/207 n.9) e tentato, finalmente con successo, senza per questo sbandierarlo ai quattro venti e approfittare del clamore mediatico, di sensibilizzare l’Autorità Regionale alla interruzione immediato delle operazioni di taglio boschivo. L’ annunciato emendamento normativo, in realta’, si e’ rivelato uno strumento demagogico. LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO BOSCHIVO E’ UNA COSA SERIA CHE VA GESTITA DA PERSONE SERIE, CON I FATTI: L’UNIVERSITA’ AGRARIA DI BASSANO ROMANO E’ LA SOLA ARTEFICE (UNITAMENTE ALL’AUTORITA’ PARCO) DI QUESTO GRANDE SUCCESSO, OTTENUTO NONOSTANTE LE BIECHE E PERNICIOSE, QUANTO RISIBILI, MANOVRE DI ALCUNI POLITICANTI.

E’ per questi motivi che l’ Università Agraria si riserva di agire presso le competenti autorità giudiziarie nei confronti di chi ha diffamato, millantato e continua a diffamare”.

IL PRESIDENTE
Quaglia Trento

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