BASSANO ROMANO – “Per ragioni di ricerca storica, ho avuto bisogno di consultare la raccolta degli atti del processo Pezi ( una pubblicazione di proprietà del Comune, conservata fino a qualche anno fa nella sala consiliare).
Si tratta di una drammatica vicenda processuale di fine Ottocento, che divise pesantemente la comunità bassanese, con il portato di liti, rancori, innocentisti e colpevolisti, e che segnò per lungo tempo la vita locale.

A metà luglio, ho contattato l’assessore alla Cultura che informalmente mi aveva assicurato che i volumi erano conservati nell’ufficio del Sindaco e che per consultarli sarebbe stato sufficiente prendere un appuntamento. Cosa che ho immediatamente fatto.

Peccato che a quell’incontro l’Assessore non si sia mai presentato, per ragioni personali, che mi sono state comunicate quando già ero nel Palazzo comunale ad attenderlo.

Abbastanza perplesso, per questo modo disinvolto di gestire gli appuntamenti (ed anche il tempo delle persone, visto che per me andare in comune aveva significato dover prendere un giorno di ferie), ho deciso di inoltrare una richiesta formale al Sindaco, rimettendomi alle sue indicazioni per poter accedere alla consultazione dei volumi.

E’ passato più di un mese (30 giorni per rispondere alle istanze dei cittadini, non è soltanto requisito di buona educazione, ma vincolo regolamentare e di legge) e non ho ricevuto alcuna risposta. Né di accettazione, né di diniego.

Ora vista l’urgenza con la quale avevo la necessità di consultare la pubblicazione, mi sono rivolto al Presidente del Consorzio provinciale delle Biblioteche di Viterbo, Paolo Pelliccia, che con grande serietà e sollecitudine mi ha consentito di consultare i volumi e di trovare le risposte che cercavo.

Ma, al di là del caso personale, mi chiedo come sia possibile che l’accesso al patrimonio librario comunale (che vorrei sommessamente ricordare è patrimonio dell’intera comunità e non certo degli amministratori pro tempore) debba dipendere dal capriccio o dall’arbitrio dell’amministratore di turno, tanto più in un Comune dove, pur in presenza di importanti istituzioni scolastiche, la biblioteca comunale resta desolatamente chiusa, nonostante l’inaugurazione in pompa magna della Casa delle Culture che, a detta degli amministratori di allora e di oggi, avrebbe dovuto ospitarla”.

Giancarlo Torricelli

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