Chiara Bordi, finalista a Miss Italia, dopo gli impegni internazionali, ritorna protagonista per la 25° tappa di SuperAbile, domani pomeriggio (15:30) a Palazzo Doebbing a Sutri

 

Chiara Bordi, dopo gli ultimi impegni, tra i tanti, quelli internazionali in Cina e Tailandia, rientra tra i ranghi, tornando protagonista del progetto SuperAbile a Sutri.

E si racconta.

La bellissima 18enne di Tarquinia, terza classificata a Miss Italia 2018, sarà presente – insieme a Lorenzo Costantini – nella 25a tappa che è stata organizzata – di concerto con l’Amministrazione comunale – per giovedì 22 novembre, presso la splendida location di Palazzo Doebbing.

“Da quando ho iniziato le selezioni per Miss Italia – ricorda Chiara Bordi – sono stata molto occupata tra impegni istituzionali e scolastici ed ho avuto difficoltà ad essere insieme al gruppo. Ma ho sempre seguito il progetto. Che nel frattempo è cresciuto molto sia in termini di proposta che di testimonianze. E questo mi fa molto piacere. A parte l’evento di ottobre a Bassano Romano – puntualizza – mi è dispiaciuto non essere più presente nelle ultime uscite di SuperAbile nelle scuole. Mi manca il gruppo, mi manca l’affetto ed il calore dei ragazzi, i loro sguardi attenti, le loro letterine, i loro racconti, i messaggi inviati via social.
Come giudico la mia partecipazione a Miss Italia? Sono stata onorata non solo di essere arrivata sul podio ma anche di aver lanciato un messaggio di forza, di resilienza e di speranza. Quando nel luglio del 2013 (a soli 12 anni ndr) ho avuto l’incidente – ha ricordato la 18enne di Tarquinia – non mi riconoscevo più nel mio corpo. Ho avuto un momento difficile, con tanti dubbi, interrogativi ed ansie. Dopo però, grazie alla mia forza di volontà e supportata dall’aiuto della mia famiglia, ho saputo reagire. Passo dopo passo sono arrivata ad essere la Chiara che adesso tutti conoscono, che apprezza ogni istante della vita. Non è stato facile ma l’invito che rivolgo a tutti è proprio questo: fatevi forza! La vita è bella e va vissuta. Prendete la disabilità o un certo avvenimento negativo – che può capitare ad ognuno di noi – non come una sconfitta, non come una perdita, ma come un’opportunità da cui ripartire. Cogliendo sempre il lato positivo delle cose. Perché – conclude la liceale del V.Cardarelli di Tarquinia, con una frase a lei molto cara – le cose belle della vita non sono mai cose”.

 

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