Uno dei patrimoni naturali più importanti del Lazio è senz’altro il Lago di Bolsena che, insieme al lago di Bracciano, rappresenta il bacino idrico naturale più importante della regione. Un tesoro di origini vulcaniche (il bacino idrico di questo tipo più grande d’Italia) capace di attrarre ogni anno migliaia di turisti che tra gite a cavallo, nuovi attraenti percorsi cicloturistici immersi nella natura e trekking per le vie storiche dei pellegrini come la via Francigena, sono stuzzicati dalle meraviglie e dai misteri della cosiddetta terra del tufo. Un gioiello paesaggistico che grazie alla sua notevole estensione (oltre 113 km di superficie), alla sua posizione privilegiata (al centro della Tuscia e del suo maestoso portato storico, artistico e culturale) e soprattutto all’invidiabile pulizia e salute delle sue acque rappresenta un unicum a livello mondiale. Questo lago inserito nella rete europea Natura 2000, vanta infatti una ricchissima biodiversità ed è riconosciuto come zona di conservazione speciale presentando risorse idriche tra le più pulite d’Europa. Attualmente il Lago di Bolsena è infatti uno dei pochi bacini idrici naturali ancora potabili ma nonostante ciò nuove preoccupanti insidie ne minacciano la conservazione. Fino ad oggi questo maestoso specchio d’acqua è riuscito a resistere alla spinta inquinante dei tempi moderni e al sviluppo industriale ma, come molti altri bacini idrici naturali, è costantemente in lotta per la sua stessa sopravvivenza. Uno dei pericoli maggiori è rappresentato dalla contaminazione da rifiuti plastici e a tal proposito le iniziative di alcune associazioni di volontari come quelle della FISA (Federazione italiana salvamento acquatico) che recentemente si sono attivate per la salvaguardia e la pulizia delle sponde del lago rimuovendo cannucce, mozziconi di sigarette e rifiuti altamente inquinanti e ingombranti come pneumatici e relitti d’imbarcazioni, risultano particolarmente encomiabili e stanno garantendo in prospettiva la longevità e la salute di questo splendido tesoro naturale. Intanto anche la regione Lazio si è attivata in questo senso grazie al piano Lazio Smart Green, un progetto che punta a sostenere un nuovo modello di sviluppo, più attento al contesto naturale e vicino alle nuove linee guida e alle direttive per la tutela dell’ambiente sorte in ambito europeo che hanno smosso il dibattito politico soprattutto recentemente.

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Senza dubbio questa sorta di neo-movimentismo popolare a difesa del patrimonio naturalistico regionale e in particolare del suo più importante lago è stato favorito dal recente successo della giornata mondiale della terra che sulla scia della crociata ambientalista di Greta Thunberg sta raccogliendo sempre più persone e variegate realtà intorno ai temi della tutela dell’ambiente e di uno sviluppo ecosostenibile. Diverse aziende, anche non direttamente coinvolte in prima linea da PokerStars a North Face, si sono adoperate al fine di promuovere una fruizione responsabile e attenta dell’ambiente. Nel frattempo nei Comuni attorno al Lago di Bolsena è montata una tenace protesta che ha riunito diverse realtà cittadine contro il nuovo impianto geotermico di San Giorgio che rischia di compromettere l’equilibrio idrogeologico dell’area. Sotto gli slogan “No geotermia” e “Sos Lago” diversi cittadini e rappresentanti comunali hanno deciso di protestare aderendo a alla “rivolta delle lenzuola” (dall’uso di esporre lenzuola con slogan contro la centrale al di fuori di edifici pubblici e privati) un “cartello d’opposizione” che sta facendo fronte comune contro le trivellazione e agli scavi del nuovo complesso industriale. La paura di una probabile corruzione delle falde acquifere del lago si unisce al fondato timore di pericolose ripercussioni sul sottosuolo che potrebbero favorire l’insorgenza di terremoti, suscitati dagli scavi, mentre anche l’indotto derivato dal turismo potrebbe essere fortemente danneggiato.

Tramonto Lago Bolsena Photo

A tal proposito risulta estremamente interessante la rete di attività nel campo dell’accoglienza che ha recentemente aderito alla giornata mondiale del turismo sostenibile dello scorso 27 settembre. L’iniziativa ha animato il dibattito puntando i riflettori sul rispetto della risorsa-lago e sull’organizzazione del settore turistico nell’ottica di favorire la valorizzazione del mondo agrituristico e rurale e una fruizione del territorio sempre più caratterizzata da formule che sappiano coniugare il rispetto della cultura e del patrimonio locale unite alla valorizzazione e allo sviluppo sostenibile del contesto rurale e naturalistico.