CANEPINACANEPINA – La parrocchia di Canepina, entro la fine di giugno, donerà due container ad Amatrice.

L’ha annunciato il parroco don Gianni Carparelli al termine dell’incontro con padre Savino D’Amelio, il “collega” della cittadina devastata dal terremoto. E’ stato questo uno dei momenti più significativi del viaggio compiuto il 2 giugno da una sessantina di canepinesi nelle zone terremotate. Viaggio organizzato dallo stesso don Gianni per dare un piccolo contributo all’economia locale. I partecipanti hanno, infatti, pranzato al ristorante “Lo scoiattolo”, allestito in una tensostruttura vicina alle macerie del vecchio locale, che proprio il 2 giugno ha ripreso l’attività. Sotto il grande tendone, inoltre, sono stati allestiti alcuni stand di prodotti tipici del territorio (salumi, formaggi, vino, dolci), acquistati da tutti i canepinesi. Ovviamente il menu prevedeva pasta all’amatriciana, salumi, formaggi e ottimo vino. Al pranzo sono stati invitati anche padre Savino e le suore che collaborano con lui.

Il viaggio della solidarietà è iniziato proprio con l’incontro col parroco di Amatrice, con il quale don Gianni è da qualche tempo in contatto, nel prefabbricato che ospita la parrocchia. Padre Savino ha illustrato dettagliatamente la drammatica situazione in cui si trovano i residenti del cratere del terremoto, annunciando con commozione che i prossimi mesi e anni saranno ancora più pesanti. “E stata chiusa la mensa pubblica – ha sottolineato padre Savino -, se ne sta andando l’Esercito e, subito dopo, se ne andranno anche i vigili del fuoco. Arriveranno le imprese private, con tutti i rischi collegati agli appalti, ai subappalti. Speriamo di non dover sentire parlare di truffe e infiltrazioni mafiose come purtroppo è accaduto altrove”.

A detta di padre Savino, a parte un paio di mesi ritardo sulla tabella di marcia, soprattutto per la consegna degli alloggi provvisori, ai sopravvissuti non è mancato quasi nulla. “Ma se non riparte l’economia – ha scandito – la situazione potrebbe diventare irrecuperabile”. Infine il parroco di Amatrice ha raccontato che con la Caritas diocesana sono stati acquistati un’ottantina di container per attrezzi agricoli, perché gli agricoltori e gli allevatori della zona non sanno dove riporre gli attrezzi da lavoro. E’ stato a quel punto che don Gianni Carparelli ha fatto l’annuncio che la parrocchia di Canepina donerà, nel giro di un mese, altri due container.

Prima di far ritorno a casa, il nutrito gruppo di canepinesi ha compiuto un giro a ridosso delle cosiddette zone rosse di Amatrice e Campotosto. Dappertutto macerie, desolazione, dolore e un irreale silenzio. Le poche case rimaste in piedi hanno i muri perimetrali segnate da grossi squarci, tutte le porte e le finestre sbarrate, i vicoli pericolanti spettrali.

Nei giorni scorsi, il parroco di Canepina insieme con due parrocchiani, si era recato ad Amatrice dove, oltre a don Savino, aveva incontrato il sindaco Sergio Pirozzi per concordare altre iniziative di solidarietà con le comunità colpite dal terremoto. Iniziative che si concreteranno entro l’estate. Tra queste la consegna di circa 12mila euro raccolte in collaborazione con il comune di Canepina.

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