CANEPINA – Nasce la prima Accademia Teatrale Intercomunale Canepina-Vallerano-Vignanello. Mercoledì 25 febbraio, presso il Teatro Orioli di Vallerano (ore 18), si terrà il primo incontro conoscitivo e di presentazione del progetto promosso dall’associazione culturale Astarte di Paolo Manganiello in collaborazione con i tre Comuni cimini.

 

All’iniziativa sono invitati tutti i residenti di Canepina, Vallerano e Vignanello che sono interessati a partecipare a questa esperienza: il laboratorio teatrale è aperto a tutti, dai 13 ai 100 anni, avrà una durata triennale e la finalità di promuovere la cultura e le tradizioni del territorio, nonché di formare, anche professionalmente, i giovani che vorranno avvicinarsi a questo percorso artistico. Il laboratorio si propone di avvicinare i partecipanti al mondo del teatro; teatro inteso come forma archetipica di socializzazione e come punto d’incontro di varie forme d’arte: letteratura, danza, pittura, musica ecc., un teatro sostanzialmente “povero” organizzato su un piano di fattività, che tende a regalare suggestioni di forte impatto emotivo. L’obiettivo principale è quello di fornire ai partecipanti, in tre anni, mezzi e modi per vivere l’esperienza teatrale in prima persona, da protagonisti, facilitandone così una crescita sociale e psicologica, oltre che culturale e artistica. Tale esperienza triennale mira a far acquisire una maggiore consapevolezza dei propri mezzi fisici e dialettici, finalizzata ad una conoscenza di sé e delle proprie potenzialità espressive e relazionali. Durante l’intero percorso laboratoriale, non mancheranno momenti accademici inerenti la storia del teatro (per informazioni e iscrizioni: tel. 328.4260151).

 

Il laboratorio si articola nelle seguenti fasi: conoscenza e gestione dello spazio scenico; espressione corporea; esercizi di improvvisazione; educazione della voce e dizione; elementi di storia del teatro (teoria); letture espressive-artistiche; analisi e comprensione di un testo teatrale o poetico; preparazione di una performance. La parte teorica del laboratorio seguirà un percorso didattico che partirà dal “mito”, passerà quindi allo studio delle storie di tradizione popolare e arriverà alle forme di scrittura drammaturgica. Le stesse storie della tradizione, base teorica del corso, verranno prese come spunto o canovaccio per esercizi di improvvisazione e brevi drammatizzazioni.

 

Gli incontri, della durata di 2 ore, si terranno una volta a settimana presso i locali messi a disposizione dai tre Comuni coinvolti nel progetto in orari pomeridiani che andranno dalle ore 18.00 alle ore 20.00 del mercoledì o, in alternativa, del venerdì. La durata totale del corso per il 2015 sarà di 6 mesi: dalla fine del mese di febbraio fino a giugno (tenendo presente il periodo delle vacanze di Pasqua) e successivamente, dopo la pausa estiva, da metà settembre alla fine di novembre . Durante il primo anno, l’ultimo mese e mezzo di corso verrà impiegato per eventuali lezioni di recupero e/o per la preparazione di una breve performance o lettura scenica. Per dare continuità e coerenza al progetto, per gli anni 2016 e 2017, si cercherà di far rimanere invariati sia i giorni di attività sia gli orari programmati. Tempi e modalità di lavoro potrebbero assumere una diversa articolazione i n relazione al numero dei partecipanti ed alle varie esigenze emergenti.

 

“Recitare dal vivo insieme – spiega Paolo Manganiello – è un’attività assai complessa e dalle innumerevoli sfumature. Si vivono emozioni forti e vitali che, amplificate dallo stare in scena, portano ad una totale immedesimazione dei singoli partecipanti col gruppo, con la storia che si vuol raccontare e, non ultimo, con i fruitori del lavoro finito: gli spettatori. In merito a ciò, va sottolineata la profonda valenza sociale che pone questo genere di esperienza al centro di importanti tradizioni e come elemento culturale portante della vita di comunità. In numerose occasioni infatti i gruppi teatrali, composti da giovani e adulti, sono divenuti veri e propri paradigmi culturali di una collettività, di una cittadina o anche di un’intera provincia. Basti pensare ad esperienze analoghe nella vicina Toscana, in Umbria o in altre regioni, che hanno saputo delegare al teatro ‘di comunità’ la caratteristica culturale della propria tradizione. L’occasione di realizzare un laboratorio teatrale intercomunale diventa in questo senso ancora più interessante. Infatti i tre Comuni ai quali l’iniziativa è rivolta, data la loro prossimità, possono essere facilmente coinvolti e farsi ognuno portatore delle proprie caratteristiche e tradizioni in un’ottica meramente artistica e di rappresentazione”.

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